Meno del 3% arriva in Italia. Chi fugge, da dove parte, dove arriva e perché: ecco il quadro sui “migranti forzati”

protezione2015_1Presentato ieri in Expo, durante un convegno organizzato dalla Caritas Italiana, il II Rapporto sulla protezione internazionale in Italia a cura di Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, ANCI, CITTALIA, SPRAR in collaborazione con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).

Secondo lo studio sono circa 59,5 milioni i migranti forzati nel mondo, di questi 8 milioni nel solo 2014:
il più alto incremento registrato da un anno all’altro,
mai così tanti dalla seconda guerra mondiale.

Ma non sono i paesi più ricchi ad accogliere di più.

La stragrande maggioranza, l’86% dei 19,5 milioni di rifugiati fuori dal loro paese è accolto dai paesi in via di sviluppo.
In particolare Turchia, Pakistan, Libano e Iran ospitano il 36% del totale dei rifugiati.

Meno del 10% dei rifugiati arriva in Europa, e di questi meno del 3% arriva in Italia.

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Un letto in cambio dei prodotti della terra: le famiglie ospitano i contadini del mondo

prodotti della terraLa diocesi di Milano non è nuova a questa esperienza, e quelle passate sono state tutte positive.
Ora le famiglie milanesi hanno di nuovo la possibilità di aprire le porte delle loro case al mondo, questa volta in occasione di un evento legato all’Expo.

Dal 2 al 6 ottobre si terrà il convegno Terra Madre Giovani – We Feed the Planet e sulla città di Milano convergeranno migliaia di giovani contadini, pescatori, allevatori, casari e artigiani del cibo provenienti da ogni parte del mondo.

L’occasione permetterà a Milano, città che ospita Expo, di aprire a questi giovani under 40 – in arrivo da diversi paesi del mondo e portatori di diverse tradizioni – anche le proprie case, in un momento di scambio diretto.

Alla diocesi della città che ospita Expo è stato chiesto un aiuto e la Diocesi è felice di poterlo dare.
Slow Food ha chiesto infatti alle famiglie milanesi di ospitare i delegati di Terra Madre, trasformando il loro viaggio in un’opportunità per i cittadini di reale riflessione e incontro culturale sui temi di Expo 2015.
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85 Paesi del mondo in Expo per il Caritas Day

Contadini in Brasile. Foto della campagna One human family. Food for all
Contadini in Brasile. Foto della campagna One human family. Food for all

In Brasile e in Nicaragua gli operatori della Caritas hanno insegnato agli abitanti dei villaggi a conservare le sementi autoctone creole in modo da rendere le comunità rurali indipendenti dalla grandi aziende sementiere.

Nella Repubblica Democratica del Congo  le donne raramente hanno diritto a possedere e prendere decisioni riguardo a appezzamenti di terra. La  Caritas di Goma ha aiutato alcune di loro ad acquistare terre e diventare così proprietarie.

In Giappone, promuovendo una campagna di lotta allo spreco, la Caritas ha venduto nelle chiese contenitori per conservare l’avanzo delle cene al ristorante e con il ricavato dell’operazione ha acquistato i semi per gli agricoltori in Africa Orientale.

Donne della Rdc. Foto: campagna One human family. Food for all
Donne della Rdc. Foto: campagna One human family. Food for all

Ma non solo loro. Perché tutte le 174 Caritas nazionali del mondo hanno attivato progetti simili, nell’ambito della campagna contro la fame nel mondo “One human family, food for all”, lanciata da Papa Francesco a dicembre 2013, in uno sforzo comune per il diritto al cibo e alla sovranità alimentare.
E 85 di questi Paesi saranno presenti a Milano la prossima settimana, proprio per la conclusione di questa campagna mondiale.

Avverrà in occasione del Caritas Day, il 19 maggio, il giorno che Expo dedica interamente alla Caritas.
Per l’occasione arriveranno a Milano 174 delegati delle Caritas, attive in 85 paesi che hanno scelto di darsi appuntamento nel sito espositivo per questa straordinaria occasione.  Continua a leggere

Cibo, terra, legalità e patrimoni Unesco: il programma d’esame del Capponi di Milano

wpid-wp-1431509473229.jpeg«Ragazzi, qui state attenti che questo è programma d’esame. O per italiano, o per spagnolo, qualcuno queste cose ve le chiederà».

Ci mette poco Tomaso Zanda, giovane professore di spagnolo, a mettere in riga gli studenti della terza media dell’Istituto comprensivo statale Capponi di Milano.

I ragazzi ascoltano l’introduzione del loro insegnante, e poi si dividono in gruppi per visitare l’Edicola della Caritas con la guida dei volontari in servizio oggi. «Qui possiamo fare dei collegamenti con quello che stiamo studiando a scuola – spiega il prof – e cioè il tema della legalità da una parte, e il progetto sui patrimoni dell’umanità Unesco dall’altra, con i temi qui approfonditi del cibo, del nutrimento, della terra».

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Il cibo non è merce. Caritas al Circo Massimo a Roma

Nel mondo non c’è mai stato così tanto cibo. Ma quasi un miliardo e mezzo di persone soffre la fame.
Questo paradosso, frutto dell’attuale sistema di distribuzione mondiale delle risorse alimentari, è stato uno dei molti temi trattati nel seminario dal titolo “Cibo per tutti? Nutrire il pianeta è compito nostro” che si è svolto nei giorni scorsi a Roma, al Circo Massimo.

Un evento promosso dalla Caritas insieme a oltre 100 organizzazioni, in occasione della Giornata mondiale della Terra, la più grande manifestazione del pianeta dedicata ai temi della protezione dell’ambiente, in cui docenti ed esperti hanno discusso attorno a temi come il diritto al cibo, l’agricoltura sociale, la custodia del creato e il consumo consapevole.

Vi proponiamo il servizio che ha realizzato l’Agenzia Sir Continua a leggere

L’orto delle ragazze madri in Congo. Il racconto di Emanuele ed Elena

sce congo-teaching«Cosa avete mangiato in questi giorni?», chiede Raphaël, l’agronomo, alle giovani mamme.
La risposta è unanime: «Fou-fou na sombe, kila siku». E cioè polenta di manioca e spinaci di manioca, sempre, ogni giorno.

A Katako, un piccolo villaggio della Repubblica Democratica del Congo, non c’è l’acqua corrente, non c’è energia elettrica, non ci sono strade asfaltate.
La malnutrizione, qui, è la regola, e le bambine raramente vanno a scuola, la parità di genere non esiste, la poligamia è molto diffusa, e molte ragazze sono già madri a 13 o 14 anni.

È per loro che è stato attivato un corso di formazione agricola, a cui stanno lavorando anche Emanuele ed Elena, due ragazzi che, dopo aver fatto l’esperienza del Servizio civile all’estero, hanno continuato a lavorare per Caritas Ambrosiana come operatori internazionali. Continua a leggere