Isabel Jonet: «Condividere la tavola e il cibo significa condividere la vita»

Isabel Jonet
Isabel Jonet

«Incoraggiamo pranzi condivisi, perché quando le persone mangiano insieme, stanno insieme. Altrimenti si isolano. Condividere la tavola per il cibo significa condividere la vita».
Il potere del cibo raccontato da mrs Isabel Jonet.

Portoghese, ha iniziato oltre vent’anni fa come volontaria al Banco Alimentare di Lisbona, e oggi è la presidente di Feba (The European Federation of Food Banks, associazione che riunisce i banchi alimentari d’Europa), oltre che di quello del Portogallo e di Lisbona.
Formazione da economista, Jonet ha illustrato la propria attività il 19 agosto in Expo, durante un convegno organizzato dal padiglione Angola in occasione del World Humanitarian day dell’Onu.

«Il tema della nutrizione – ha introdotto la commissaria del Padiglione e presidente del Banco alimentare dell’Angola, mrs Albina Assis Africano – è il più importante del Pianeta, parla di cibo per tutti e di diritti umani. Nel passato recente della nostra nazione – ha ricordato – abbiamo vissuto momenti in cui la solidarietà umanitaria ha permesso la nostra affermazione come nazione».

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7 mila euro per il Refettorio Ambrosiano: ieri la cena di solidarietà

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Settanta persone hanno partecipato ieri sera alla cena di beneficenza che ha permesso di raccogliere 7 mila euro a favore del Refettorio Ambrosiano, che ha sede nel quartiere della periferia milanese di Greco che, oltre a essere luogo di solidarietà, incontro e bellezza, vuole anche far riflettere sui temi di Expo, del cibo, dello spreco e della condivisione.

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Progetto molto impegnativo, dunque, ma che proprio per la sua particolarità ha già chiamato in cucina, a preparare pranzi e cene per chi ne ha più bisogno, oltre 20 chef stellati di fama internazionale che hanno usato come ingredienti 4,5 tonnellate di cibo recuperati e altrimenti buttati.

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Gli chef dei Capi di Stato: «Come in famiglia, combattiamo lo spreco»

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Una ventina di chef personali di altrettanti Capi di Stato hanno cucinato ieri a mezzogiorno al Refettorio Ambrosiano.

La struttura, gestita dalla Caritas ambrosiana, apre solitamente le porte alle persone in difficoltà. Ieri, invece, sedevano ai tavoli un centinaio di residenti del quartiere di Greco, quartiere milanese che ospita la struttura.

Gli chef fanno parte di un club esclusivo, il Club des Chefs des Chefs: per esserne parte, è necessario essere gli chef personali di un Capo di Stato in carica. Una settimana l’anno, il club si riunisce e partecipa a iniziative di solidarietà, come accaduto al Refettorio.

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Lo chef Alciati al Refettorio: «La ristorazione può dare un contributo per ridurre gli sprechi alimentari»

«Anche la ristorazione può dare un contributo per ridurre gli sprechi alimentari. I grandi chef diano il buono esempio».

Ne è assolutamente convito Ugo Alciati, figlio d’arte, tra i migliori interpreti della grande tradizione culinaria piemontese, che ha accolto di buon grado l’invito di Massimo Bottura a cucinare con le eccedenze di Expo per le persone in difficoltà al Refettorio Ambrosiano. Continua a leggere

Gli ambasciatori di Expo al Refettorio: Oldani e Berton ai fornelli per i bambini

Davide Oldani e Andrea Berton ai fornelli del Refettorio Ambrosiano
Davide Oldani e Andrea Berton ai fornelli del Refettorio Ambrosiano

Doppia sfida oggi al Refettorio Ambrosiano per i due chef di turno, Davide Oldani e Andrea Berton: improvvisare dei piatti con il cibo destinato ad essere buttato via e far mangiare ai bambini le verdure.

Dai gambi degli asparagi, proprio la parte meno nobile che normalmente si preferisce scartare, Oldani ha ricavato una crema fine e morbida come il velluto con cui ha accompagnato delle classicissime trofie.

Il pane secco, avanzato il giorno prima è diventato, passando dalle mani di Andrea Berton, un tortino alla cipolla, cotto al forno, condito con un purea di pomodoro a freddo, specialità dello patron del ristorante di Porta Nuova.

Le mele ammaccate, che nessuno avrebbe acquistato, caramellate e appoggiate su una base alla crema di mascarpone sono state trasformate da entrambi i blasonati cuochi in una delizia per gli occhi e il palato.

«Era da tanto tempo che non ci capitava di divertirci così tanto. Cucinare con quello che c’è e cercare di accontentare i bambini con ciò che normalmente non mangiano è stato uno stimolo per la nostra creatività», racconta Berton mentre in cucina controlla i tempi di cottura.

«I bambini non amano la verdura? Bene, allora non gliela facciamo vedere. Un asparago tritato fine scompare alle vista. È una bugia, è vero, ma a fin di bene. Speriamo funzioni», sorride Oldani.

I piatti puliti e i volti soddisfatti alla fine del pranzo e il tifo da stadio con cui si è concluso questo piccolo esperimento di didattica anti-spreco lo hanno completamente rassicurato.

Ma torniamo a questa mattina, presto, per capire come è cominciata la giornata al Refettorio Ambrosiano.

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La presentazione del Refettorio Ambrosiano. Stasera la prima cena

Il card Scola – con Bottura, Rampello, Sala e Pisapia – all’inaugurazione di “Refettorio Ambrosiano”: «Un’opera capace di parlare a tutti, a Milano e all’Europa. Qui si coniuga povertà, gratuità e bellezza. L’uomo ha fame non solo di pane ma anche di dignità».
Per la prima volta la Diocesi ricorre al crowdfunding, per sostenere questa nuova opera.

«Voglio esprimere la mia gratitudine per questo bellissimo gesto che è la punta dell’iceberg della città metropolitana e plurale che è Milano. Questa iniziativa è un gesto di riconoscimento reciproco tra persone che possono pure avere una visione diversa della vita ma sanno che devono vivere insieme e trasformano questo dato di fatto in una scelta per la vita buona attenta a chi ha bisogno».
Lo ha detto questa mattina l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, alla conferenza di presentazione del Refettorio Ambrosiano.

Dopo oltre un anno di lavoro, il vecchio teatro di Greco è stato trasformato in un luogo di bellezza dove andrà in scena quotidianamente la solidarietà. Il cibo che in troppi luoghi di Milano verrebbe sprecato, qui sarà recuperato e nobilitato da grandi chef. Caritas Ambrosiana lo servirà a persone bisognose inserite in un percorso articolato verso il recupero dell’autonomia.

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