Fotopost. Smontaggi

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Il lato della Cadillac che non avete mai visto
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Il pane… che verrà messo in vendita per il Refettorio Ambrosiano

Da scarto a risorsa.

Il pane avvolto nel giornale Scarp de’ tenis che ha circondato per sei mesi la Cadillac esposta all’Edicola della Caritas in Expo, formando l’opera “Energia” dell’artista tedesco Wolf Vostell non verrà buttato via.

Le pagnotte, confezionate in sacchetti sottovuoto e corredate da un cartoncino esplicativo, verranno vendute per finanziare il Refettorio Ambrosiano.

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La Cena Sospesa, versione milanese della tradizione del caffè napoletano.

Cena_sospesa_346x458«Mi piacerebbe che Expo lasciasse, tra i tanti segni possibili, come eredità spirituale in particolare alla città di Milano una nuova sensibilità, ad esempio, la consapevolezza diffusa tra i cittadini che mentre qualcuno è sazio, c’è chi ha fame».

Sono le parole, pronunciate in uno dei tanti incontri preparatori, alla vigilia dell’Esposizione Universale, da monsignor Erminio De Scalzi, vescovo ambrosiano incaricato dal cardinale Scola di seguire gli eventi e le iniziative speciali nella Diocesi di Milano.

Ricordando proprio quelle parole è nata Cena sospesa. L’obiettivo di questa semplice iniziativa, realizzata da Caritas Ambrosiana con la collaborazione della Camera di Commercio e le organizzazioni di categoria dei pubblici esercizi, era proprio quello di promuovere, con il pretesto di un’esposizione ambiziosa legata ai temi planetari dell’alimentazione e del diritto al cibo, almeno nelle dimensione cittadina proprio una nuova sensibilità appunto: l’abitudine cioè di ricordarsi, mentre ci si concede, magari con gli amici, il piacere della tavola in un bel locale, anche di chi a quella tavola non c’è.

In fondo Cena Sospesa, rivisitando in chiave ambrosiana la tradizione napoletana del caffè sospeso, vuole essere soltanto un gesto semplice e discreto di generosità. Continua a leggere

In tremila a tavola per la Mensa dei Popoli. «I poveri sono il vero test di Expo»

mensa dei popoli 5«Questa è una giornata di solidarietà e condivisione ma è anche una provocazione: queste persone, che abbiamo invitato, in rappresentanza delle migliaia che ogni giorno assistiamo, sono un grande test per Expo.
Se fra qualche anno le loro condizioni di vita miglioreranno, vorrà dire che Expo non è stata solo una grande kermesse, ma ha lasciato davvero il segno».

Lo ha detto il direttore di Caritas Ambrosiana, don Roberto Davanzo, direttore di Caritas Ambrosiana intervistato alla Mensa dei Popoli, il pranzo di solidarietà promosso da Caritas Ambrosiana ad Expo per festeggiare il patrono d’Italia, San Francesco d’Assisi che ha riunito oggi sotto il tendone montato in Expo davanti a Cascina Triulza 3mila persone, oltre la metà provenienti di centri di ascolto, le mese, e i dormitori delle Caritas della Lombardia.

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Cento commensali, quattro chef e una manciata di stelle per la solidarietà

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«Spezzate tutti il pane, dividetelo e scambiatelo con il vostro vicino».

Così don Giuliano Savina, parroco di Greco, il quartiere periferico a nord di Milano dove nel teatro in disuso è stato ricavato il Refettorio Ambrosiano, ha accolto gli ospiti della seconda cena di raccolta fondi No more excuses, promossa da Caritas Ambrosiana nella serata di sabato 26 settembre.

Tutti esauriti i 96 posti disponibili e per i quali l’offerta minima era di cento euro a testa, per un ricavato complessivo destinato a sostenere proprio il Refettorio.
Ai tavoli anche molte persone di origine straniera.
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Nutrire si può? Ecco le esperienze dal mondo

Il pubblico al convegno
Il pubblico al convegno “Nutrire si può”

Fame Zero è un progetto attivo in Brasile per la lotta alla povertà, ed è uno dei piani per di questo tipo più avanzati e presi ad esempio in tutto il mondo.

Il Brasile occupa ancora il 79° posto nella classifica dello sviluppo umano globale, c’è ancora un’enorme disuguaglianza tra ricchi e poveri, ma più di 22 milioni di persone sono uscite dalla povertà assoluta.

«In otto anni il salario minimo è aumentato di circa il 130%, grazie all’introduzione del reddito minimo, al sostegno dell’agricoltura familiare e alla partecipazione dal basso dei cittadini al processo decisionale di cui anche la chiesa di base e la Caritas sono stati tra i protagonisti», ha detto José Magalhaes De Sousa di Caritas Brasile che ha illustrato i risultati del progetto durante la tavola rotonda Nutrire il pianeta si può. Oltre i paradossi del cibo organizzata da Caritas in Expo.

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Sabato 26: partecipa alla cena stellata al Refettorio Ambrosiano. Ecco come fare

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Ecco un’altra occasione per partecipare alla tua “cena stellata” al Refettorio Ambrosiano.

Quando?

Questo sabato, 26 settembre 2015, alle 0re 20.

Dove?

Al Refettorio Ambrosiano, nell’ex teatro di Greco (Milano) recuperato e tornato a nuova vita.

Una serata esclusiva messa in scena in un luogo reso unico dalle opere d’arte che lo impreziosiscono: la scultura, all’ingresso, di Gaetano Pesce, il quadro di Carlo Benvenuto e il grande affresco di Enzo Cucchi sulle pareti della sala, all’esterno l’insegna al neon di Maurizio Nannucci. Per non dire dei tavoli scolpiti nel legno da 13 grandi designer italiani.

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Chi saranno gli chef, questa volta?

A cucinare saranno lo chef ideatore del progetto, Massimo Bottura, il “numero due” al mondo, e poi:
il brasiliano Alex Atala,
il californiano ma di base a Copenhagen Matt Orlando,
l’abruzzese Niko Romito:
tutti nuovi punti di riferimento della cucina internazionale.

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I Mondiali di calcio di Expo per la “Cucina in rosa” delle profughe in Libano

Sono iniziati da qualche giorno i Mondiali di calcio.
Di cosa parliamo?
Del torneo organizzato all’interno di Expo Milano 2015 tra le squadre composte dallo staff dei padiglioni di Expo.

Foto: www.micascemi.org
Foto: http://www.micascemi.org

Noi di Caritas ci siamo, tutte le sere: a bordo campo, ma con un ruolo che è quello più importante di tutti.
Perché, cogliendo la proposta degli organizzatori, abbiamo messo una teca all’interno della zona del campetto per una raccolta fondi destinata a un progetto per le donne migranti e rifugiate in Libano.

La Cucina in rosa

In Libano più di 150 mila donne sono domestic workers, impiegate nei settori delle pulizie domestiche presso le famiglie libanesi. La maggior parte di loro viene dalle Filippine, Sri Lanka, India e Africa.

Ma la speranza di trovare – in questo paese per loro straniero – un lavoro e un salario migliore, si traduce spesso in schiavitù: i datori di lavoro di solito sequestrano loro il passaporto e le trattano come vere e proprie prigioniere, sottoponendole tutti i giorni a ricatti, sfruttamento, violenze psicologiche e fisiche.

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