«È stato come ospitare degli amici per un caffè. Servizio civile, esperienza da riproporre». Primi bilanci dall’Edicola

«Per me è stato come ospitare in casa più di mille persone al giorno per bere un caffè».

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Sergio Malacrida

A tracciare uno dei primi bilanci dell’esperienza della Caritas in Expo è Sergio Malacrida, responsabile dell’Edicola e presenza praticamente insostituibile in questi sei mesi.

«Questa è l’immagine più forte che mi porto a casa, perché chi è venuto all’Edicola si è sentito accolto come fosse in una casa. Ha avuto il tempo di ascoltare, di chiacchierare, di confrontarsi. E anche di raccontarsi, liberamente, sicuramente più di quanto sia stato chiesto loro.
Portare a casa qualcuno a bere un caffè, tutti i giorni per sei mesi, ha voluto dire condividere molto, ed è una delle cose più belle che resta».

Sergio è stato prestato all’Esposizione Universale per questo periodo speciale ma lui, nella quotidianità del suo lavoro in Caritas, si occupa di cooperazione con le Caritas dell’Est Europa e segue la formazione dei giovani impegnati nel servizio civile e nei campi di lavoro estivi.

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Volontari e “Edicolanti” in servizio civile

Un’esperienza lavorativa che gli ha permesso di coordinare bene anche i 171 volontari e il gruppo di ragazzi in servizio civile.

«L’altro elemento che chi ha potuto lavorare qui all’Edicola porta a casa è il bagaglio di relazioni. Caritas ha guadagnato un vero e proprio capitale umano, le risorse dei volontari che continuano a cercarci per chiederci di poter continuare l’impegno iniziato qui.
Per molti di loro è stato un modo diverso di mettersi al servizio, hanno trovato un contesto nuovo, che non fosse quello parrocchiale o associativo, in cui molte volte si è conosciuti da una vita e intrappolati in un ruolo. Molti, giovani e vecchi, hanno potuto sentirsi più liberi, esprimersi diversamente e costruire relazioni nuove e interessanti». Continua a leggere

31 ottobre: La chiusura dell’Edicola

Vi raccontiamo con qualche immagine la chiusura dell’Edicola di Caritas
e il saluto dei ragazzi in servizio civile, dei responsabili e dei volontari
che per sei mesi l’hanno animata
e hanno guidato alla scoperta del percorso “Dividere per moltiplicare”
250mila visitatori da tutto il mondo.

Volontari cuore di Expo. Il servizio civile di Erminia

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Erminia, in servizio civile con Caritas

Volontari semplici e volontari del servizio civile, sono decine i giovani che hanno lavorato all’edicola della Caritas nei mesi di Expo 2015.

Alcuni di loro hanno già un percorso tracciato, spinti dall’esperienza di questo periodo hanno già deciso che direzione prendere in futuro, al termine di Expo 2015, altri lo sapevano già fin dall’inizio della loro avventura.

Per i ragazzi del servizio civile, ci spiega Sergio Malacrida, il coordinatore del gruppo all’edicola, sono stati già individuati assieme a Caritas dei percorsi: c’è chi andrà a lavorare nell’accoglienza agli immigrati, chi nel sostegno ai carcerati e chi assieme a lui si occuperà di diffondere e approfondire i temi discussi a Expo 2015 nelle scuole delle diocesi locali.

Una di questi giovani (in larga maggioranza donne) che sono stati presenza costante nell’Edicola è Erminia Pellecchia. Lei ha 27 anni e ha studiato lingue, tedesco e arabo, e ha fatto un master sull’immigrazione e le strategie di integrazione. È proprio in questa direzione che vuole portare il suo percorso, quando il 31 ottobre si chiuderà l’esposizione universale di Milano.

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Mons. Agnesi alle guide: «Condividete energia, moltiplicate solidarietà»

Tra le tante visite di persone amiche, in questi giorni è passato dall’Edicola Caritas anche monsignor Franco Agnesi, vescovo ausiliare della diocesi di Milano, che ricopre anche l’incarico di delegato per la pastorale dei migranti presso la Cei.2015 10 15_agnesi 4Nella sua visita a Expo anche «un doveroso passaggio all’Edicola Caritas e al padiglione della Santa Sede».
E proprio all’Edicola è stato accolto dalle ragazze in servizio civile e Michela l’ha guidato nel percorso. Continua a leggere

Rubina, dal palco dei Mondiali di calcio al centro di accoglienza in Libano

mondialiexpo_Rubina intervistataÈ una sera di fine settembre in Expo, e davanti al Belgio hanno allestito un palco dedicato ai “Mondiali di calcio” organizzati nel campetto dietro ai padiglioni.

Su quel palco, domenica 27 settembre, ci è salita anche Rubina Paparelli, 26 anni originaria di Macerata, che con il calcio non c’entra proprio niente.

Lei, però, è una dei 18 ragazzi che stanno per partire per il servizio civile all’estero con Caritas Ambrosiana, e tra qualche giorno inizierà la sua esperienza in Libano, nella città di Rayfun, dove Caritas Lebanon Migrant Centre gestisce uno shelter, una sorta di centro di accoglienza dove donne immigrate da altri Paesi sono ospitate in attesa dei documenti per poter tornare a casa.

La maggior parte di loro viene dalle Filippine, Sri Lanka, India e Africa.

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Servizio civile in Expo, primi bilanci di una forte esperienza

Il gruppo dei ragazzi in servizio civile a Expo
Il gruppo dei ragazzi in servizio civile a Expo

L’estate quasi alle spalle, ultimo terzo di Expo iniziato: è tempo di primi bilanci anche per una grossa e forte esperienza che sta avvenendo dentro Expo, quella del servizio civile.

Giuseppe, in servizio civile per Caritas in Expo
Giuseppe, in servizio civile per Caritas in Expo

I ragazzi del servizio civile sono impegnati nei padiglioni della società civile e nei cluster, come Giuseppe, originario di Novara, che sta lavorando proprio in uno di questi cluster e che, al termine di questa esperienza in Expo sarà altri sei mesi in servizio alla Caritas della sua città.

«Non ho mai avuto occasione di collaborare con la Caritas di Novara, ma ne sono contento, perché è una realtà forte e presente sul territorio, e avrò la possibilità di portare nella mia città i temi che saranno stati al centro dell’Expo».

Leggi la storia di Giuseppe

Elisa alla parata, con la rappresentante del padiglione del Brasile
Elisa alla parata “Women for Expo” con la rappresentante del padiglione del Brasile

Alcuni di loro, invece, stanno lavorando anche alla nostra Edicola Caritas: molte delle guide vestite di nero che incontrate sono proprio loro.

Come Elisa, che ha «scelto di fare questa esperienza di servizio civile perché credo che questa di Expo sia un’opportunità praticamente unica nella vita».

Leggi la storia di Elisa

Nei padiglioni i giovani si occupano di tutto, dallo spostamento di sedie e tavoli alla spiegazione, in diverse lingue, dei contenuti dei padiglioni.

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Lea, la guida francese dell’Edicola: «Milano e Marsiglia, le mie due città multiculturali»

Lea, in servizio civile per Caritas
Lea, in servizio civile per Caritas

È lei, spesso, ad accogliere i visitatori di lingua francese e inglese.
È stata lei ad accompagnare nella visita lo chef del Principe di Monaco, sempre lei pochi giorni fa a guidare la delegazione Onu giunta all’Edicola per il World Humanitarian Day.

Ventisei anni, di Marsiglia, ti incanta con il suo accento franscese: si chiama Lea ed è una delle ragazze in servizio civile Caritas, per questi sei mesi di Expo in forza al nostro piccolo padiglione.

Come ci sia finita qui, da Marsiglia, è una delle prime cose che viene da chiederle.

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