Don Davanzo: «La Chiesa tra i pochi a declinare il tema dalla parte dei poveri»

don davanzo 1Expo ha chiuso tornelli e padiglioni ormai un paio di settimane, e questo è il tempo dei bilanci.

Anche per la Caritas Ambrosiana, che in questi sei mesi ha impegnato molte delle sue energie per gestire il padiglione e organizzare in Expo diversi convegni sui temi più scottanti – oltre a continuare, fuori, il proprio quotidiano lavoro di sostegno e promozione delle persone in difficoltà o in situazioni di povertà.

Abbiamo chiesto a don Roberto Davanzo, che ne è il direttore, di tracciare una sua riflessione sull’esperienza.

«Siamo sicuramente orgogliosi di aver ritenuto opportuna e necessaria una nostra presenza: il tema della manifestazione Nutrire il pianeta ci vede da sempre impegnati a livello mondiale, in una prospettiva integrale, che riguarda tutto l’uomo nella sua integrità e tutti gli uomini. Insomma, un tema che non poteva non riguardarci.

E in più possiamo dire, con una certa presunzione, che la nostra è stata una presenza diversa da quella degli altri Paesi e partecipanti.

IMG-20150904-WA000La Chiesa è stata tra i pochi (parlo anche per la Santa Sede, ovviamente) a declinare il tema dalla parte dei poveri, dalla parte cioè di chi non è nutrito adeguatamente, malgrado il pianeta sia in condizione di sfamare i suoi abitanti e malgrado eccedenze e sprechi vergognosi.

Attraverso la nostra Edicola e la significativa serie di eventi e convegni promossi nei sei mesi di Expo abbiamo tentato di dire che la ricchezza c’è, ma va adeguatamente redistribuita».

Ora è il momento del “dopo”. Cosa fare per non perdere per strada tutto il lavoro fatto? Qual è per Caritas la vera eredità di questo Expo?

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Gualzetti dopo Expo: «Mai tanta educazione su alimentazione, ambiente e lotta alla fame»

gualzetti caritasQuella all’Esposizione Universale di Milano, per la Caritas, è stata la prima partecipazione ufficiale come società civile.

E ha scelto di esserci portando all’attenzione dei visitatori – sono stati 250 mila alla piccola Edicola – due temi fondamentali: la situazione attuale nel mondo sulla fame e la povertà, e quanto si può e deve fare per sconfiggerla.

«Fin dal dicembre del 2013 la Caritas ha promosso, in tutto il pianeta, una campagna su vasta scala proprio di lotta alla fame nel mondo: una campagna che ha segnato il cammino verso Expo e che sta continuando anche ora – ci spiega Luciano Gualzetti, vicedirettore di Caritas Ambrosiana e commissario dell’Edicola – Un percorso di sensibilizzazione e anche di pressione politica, perché quello che si chiede è che tutti gli stati si dotino di una legge che riconosca il diritto all’alimentazione come diritto fondamentale dell’uomo».

Le Caritas in tutto il mondo sono quotidianamente impegnate sul campo per la promozione dell’agricoltura su piccola scala, familiare, legata al territorio, rispettosa delle biodiversità, la promozione del ruolo delle donne nell’agricoltura e la lotta alle discriminazioni di genere, lo stop al land grabbing, l’accaparramento delle terre, dell’acqua, al brevetto delle sementi. E poi la richiesta di moratoria dell’uso del cibo per la produzione dei bio carburanti, la lotta alla speculazione finanziaria sul cibo, quella allo spreco, e al contrario la promozione di stili di vita, diete e consumi sostenibili.

«In questi mesi abbiamo parlato con le persone, proposto riflessioni, organizzato convegni su tutti questi temi – continua Gualzetti, rileggendo tutto il lavoro fatto. – Abbiamo portato testimonianze di chi vive e lavora nel Sud del mondo, dove più si soffre la fame. Ma anche nelle periferie delle nostre città ricche, che migrano, che subiscono i conflitti armati, e vivono in stato di indigenza e povertà o che si ammalano per troppo cibo, che muoiono nei nostri campi anche in Italia per lo sfruttamento lavorativo.
Tutti temi che sono entrati drammaticamente nelle cronache dell’estate 2015».

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Volontari a convegno nel dopo Expo. «Mai tanto dinamismo, ora vigiliamo sugli impegni»

volontari dopo expoNon è ancora finito Expo per i 5 mila volontari impegnati nelle 800 Caritas parrocchiali e nei 300 centri di ascolto della Diocesi di Milano: non è finito perché continua la riflessione sui temi che la Caritas ha portato dentro l’Esposizione Universale.

Non è finito, soprattutto, perché continua l’impegno concreto nella lotta alla fame e alla povertà alimentare.

Di tutto questo si è parlato sabato nel convegno diocesano, organizzato a Milano, proprio per i volontari Caritas: primo appuntamento pubblico a fungere anche da bilancio – e da rilancio – dell’esperienza appena conclusa.

«Dentro Expo abbiamo potuto ammirare la stupefacente abbondanza della creazione e la varietà di prodotti che ci mette a disposizione, la diversità e la ricchezza delle culture, la potenza della intelligenza umana», ha detto il direttore della Caritas Ambrosiana don Roberto Davanzo, intervenendo davanti ai partecipanti.

«Al tempo stesso Expo ci ha mostrato anche le differenze che non sono solo riconducibili alla varietà ma alla cattiva distribuzione delle risorse.
In una società dove l’eccesso e lo sperpero dominano è necessario rivedere non un singolo aspetto, ma adottare nuovi comportamenti, secondo quell’approccio integrale che ci chiede il Papa nell’enciclica Laudato si’.
Ed è su questa strada che continueremo il cammino che abbiamo intrapreso».

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«È stato come ospitare degli amici per un caffè. Servizio civile, esperienza da riproporre». Primi bilanci dall’Edicola

«Per me è stato come ospitare in casa più di mille persone al giorno per bere un caffè».

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Sergio Malacrida

A tracciare uno dei primi bilanci dell’esperienza della Caritas in Expo è Sergio Malacrida, responsabile dell’Edicola e presenza praticamente insostituibile in questi sei mesi.

«Questa è l’immagine più forte che mi porto a casa, perché chi è venuto all’Edicola si è sentito accolto come fosse in una casa. Ha avuto il tempo di ascoltare, di chiacchierare, di confrontarsi. E anche di raccontarsi, liberamente, sicuramente più di quanto sia stato chiesto loro.
Portare a casa qualcuno a bere un caffè, tutti i giorni per sei mesi, ha voluto dire condividere molto, ed è una delle cose più belle che resta».

Sergio è stato prestato all’Esposizione Universale per questo periodo speciale ma lui, nella quotidianità del suo lavoro in Caritas, si occupa di cooperazione con le Caritas dell’Est Europa e segue la formazione dei giovani impegnati nel servizio civile e nei campi di lavoro estivi.

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Volontari e “Edicolanti” in servizio civile

Un’esperienza lavorativa che gli ha permesso di coordinare bene anche i 171 volontari e il gruppo di ragazzi in servizio civile.

«L’altro elemento che chi ha potuto lavorare qui all’Edicola porta a casa è il bagaglio di relazioni. Caritas ha guadagnato un vero e proprio capitale umano, le risorse dei volontari che continuano a cercarci per chiederci di poter continuare l’impegno iniziato qui.
Per molti di loro è stato un modo diverso di mettersi al servizio, hanno trovato un contesto nuovo, che non fosse quello parrocchiale o associativo, in cui molte volte si è conosciuti da una vita e intrappolati in un ruolo. Molti, giovani e vecchi, hanno potuto sentirsi più liberi, esprimersi diversamente e costruire relazioni nuove e interessanti». Continua a leggere

«Caritas è stata coscienza critica, i volontari una viva testimonianza». Il grazie di Michel Roy

IMG_20151017_130908«Siamo alla fine di un’Expo in cui abbiamo scelto di essere presenti a causa del titolo “Nutrire il pianeta”.
È una bella fiera in cui si parla di cibo, si vede cibo, si può mangiare cibo.
E in cui Santa Sede e Caritas sono riusciti ad essere coscienza critica: non molti altri hanno parlato di sradicare la fame.

Se oggi ci sono padiglioni con 5 ore di coda, forse i 200mila visitatori dell’edicola Caritas non sembrano un numero grandissimo. Ma ciascuno è stato accolto, c’è stata una relazione: essere presenti con la gente e accompagnarla è la nostra specificità».

Michel Roy, segretario generale di Caritas Internationalis, ha colto l’occasione del convegno al convegno “Diritto al cibo. Interventi di prossimità e azioni di advocacy” che si è tenuto nei giorni scorsi in Expo e nel corso del quale è stato presentato il Rapporto Caritas 2015 “Povertà plurali”, per chiudere simbolicamente la presenta della Caritas in Expo. Continua a leggere

Monsignor Merisi: «Tutti si sentano coinvolti a livello locale»

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Mons. Merisi in visita all’Edicola

«La presenza di Caritas in Expo sottolinea alcuni dei problemi odierni in riferimento alla nutrizione, vale a dire lo spreco di cibo e le coltivazioni non sempre orientate all’alimentazione, ma piuttosto alla speculazione».

Monsignor Giuseppe Merisi era presidente di Caritas italiana quando Caritas decise di partecipare a Expo.

Qualche giorno fa ha partecipato all’ultimo evento ufficiale organizzato dalla Caritas in Expo: il convegno “Diritto al cibo. Interventi di prossimità e azioni di advocacy”, nel corso del è stato presentato il Rapporto Caritas 2015 “Povertà plurali” dedicato alla povertà alimentare in Italia e in Europa.

Merisi ha approfittato dell’occasione per ripercorrere l’inizio di questa presenza ecclesiale alla manifestazione di Milano e  ha poi proposto ai presenti alcuni estratti dal messaggio inviato da Papa Francesco alla Fao per guardare avanti, oltre questa esperienza:

«La condizione delle persone affamate e malnutrite, scrive il Pontefice, evidenzia che non basta e non possiamo accontentarci di un generico appello alla cooperazione o al bene comune. Forse la domanda da porre è un’altra: è ancora possibile concepire una società in cui le risorse sono nella mani di pochi e i meno privilegiati sono costretti a raccogliere solo le briciole? Continua a leggere

Un cammino comune per i nuovi obiettivi “End Hunger”. L’esperienza di Caritas Europa

IMG_20151017_104736«Due settimane fa a New York sono stati definiti gli obiettivi da raggiungere entro il 2030.
Derivano parzialmente dal fallimento degli obiettivi del millennio: entro il 2015 si doveva raggiungere la “fame zero”.
Ci sono riusciti solo 72 Paesi, 150 ancora no».

Lo ha denunciato Silvia Sinibaldi, International Cooperation and Humanitarian Aid Officer di Caritas Europa, intervenuta al convegno “Diritto al cibo. Interventi di prossimità e azioni di advocacy” che si è tenuto nei giorni scorsi in Expo, nel corso del quale è stato presentato il Rapporto Caritas 2015 “Povertà plurali”.

Una positiva novità, rispetto a questi nuovi obiettivi, – ha spiegato Sinibaldi – è che «sono di tutti, sono pensati come un cammino comune, mentre quelli del 2015 di fatto distinguevano i paesi in difficoltà e quelli invece “donatori”».

Analizzando i dati delle Caritas europee contenuti nel Rapporto, emerge che «non esiste un modello unico di azione: la forza di Caritas è mettere insieme le persone e sviluppare progetti che poi, se funzionano, possano essere riprodotti in altri contesti». Continua a leggere