Donne: sempre più spesso loro a gestire i progetti di sviluppo di Caritas nel mondo

Dando alle donne istruzione, accesso al lavoro e a condizioni di lavoro dignitose, fornendo loro assistenza sanitaria e accesso ad altri servizi di base, la fame e la povertà non sarebbero più una condanna che si trasmette di generazione in generazione.

Donne siriane rifugiate in Libano. Qui ritratte, nella Valle di Bekaa, costrette a lavorare per pagare l'affitto dei campi in cui si trovano le loro tendopoli.
Donne siriane rifugiate in Libano. Qui ritratte, nella Valle di Bekaa, costrette a lavorare per pagare l’affitto dei campi in cui si trovano le loro tendopoli.
Le voci delle donne potrebbero essere udite e il loro potenziale finalmente esprimersi.
Molte donne nel mondo lavorano portando sviluppo, ciascuna nel proprio campo.
Raramente ricevono premi o riconoscimenti, ma sempre più spesso gestiscono e guidano progetti di sostegno e sviluppo promossi dalla Caritas nel mondo.

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#ShareHumanity: il presidente di Caritas centrafricana premiato domani a Ginevra

Dieudonné Nzapalaingari, arcivescovo di Bangui e presidente di Caritas Repubblica Centrafricana
Dieudonné Nzapalaingari, arcivescovo di Bangui e presidente di Caritas Repubblica Centrafricana

Domani, a Ginevra, in occasione della Giornata Mondiale Umanitaria indetta dall’Onu e celebrata anche in Expo, monsignor Dieudonné Nzapalainga, vescovo di Bangui e presidente della Caritas della Repubblica Centroafricana, riceverà il premio Sergio Vieira de Mello 2015.

Un premio condiviso, perché a riceverlo insieme a lui saranno altri due leader religiosi: l’Imam Oumar Kobine Layam e il pastore protestante Nicolas Guérékoyaméné-Gbangou, presidente della Alleanza Evangelica.

Devastata dalla violenza, la Repubblica Centrafricana è impegnata nella peggiore crisi della sua storia: centinaia di migliaia i morti e tantissimi coloro che sono stati costretti a fuggire. Numerosi sono stati i tentativi di definirla una “guerra di religione”, ma le motivazioni di questa guerra interna sono tutte politiche.

E a opporsi a questi tentativi di tirare in mezzo la religione sono stati proprio i tre pastori, che hanno lavorato incessantemente e insieme per placare gli animi e persuadere musulmani, cattolici e protestanti a lasciar cadere ogni violenza.

Il prestigioso riconoscimento che, insieme, riceveranno domani, è intitolato a Sergio Vieira de Mello, incaricato delle Nazioni Unite che è morto nell’attentato contro le Nazioni Unite a Baghdad nel 2003, e vuole premiare i tre leader religiosi per i loro sforzi nel mantenere il dialogo interreligioso malgrado il conflitto e nella ricostruzione del paese.

Leggi l’intervista a monsignor Dieudonné Nzapalainga.

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