«Caritas è stata coscienza critica, i volontari una viva testimonianza». Il grazie di Michel Roy

IMG_20151017_130908«Siamo alla fine di un’Expo in cui abbiamo scelto di essere presenti a causa del titolo “Nutrire il pianeta”.
È una bella fiera in cui si parla di cibo, si vede cibo, si può mangiare cibo.
E in cui Santa Sede e Caritas sono riusciti ad essere coscienza critica: non molti altri hanno parlato di sradicare la fame.

Se oggi ci sono padiglioni con 5 ore di coda, forse i 200mila visitatori dell’edicola Caritas non sembrano un numero grandissimo. Ma ciascuno è stato accolto, c’è stata una relazione: essere presenti con la gente e accompagnarla è la nostra specificità».

Michel Roy, segretario generale di Caritas Internationalis, ha colto l’occasione del convegno al convegno “Diritto al cibo. Interventi di prossimità e azioni di advocacy” che si è tenuto nei giorni scorsi in Expo e nel corso del quale è stato presentato il Rapporto Caritas 2015 “Povertà plurali”, per chiudere simbolicamente la presenta della Caritas in Expo. Continua a leggere

Cibo per tutti. Racconti dal mare di Haiti

“Oggi pesce”.

Con questa immagine Stefania Casturà, ventottenne ricercatrice di mercato, che si è laureata con una tesi sulla povertà multidimensionale, ha vinto il concorso fotografico indetto da Caritas tra i ragazzi che hanno partecipato ai Cantieri della solidarietà 2015 per la categoria “Cibo per tutti”.

Questa è stata per lei la seconda estate passata ad Haiti e questo scatto è anche l’occasione per raccontarci qualcosa di un paese, e di un popolo, che non ha la garanzia di avere, domani, qualcosa da mangiare.

Stefania Casturà - "Oggi pesce" - categoria "Cibo per tutti"
Stefania Casturà – “Oggi pesce” – categoria “Cibo per tutti”

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La pioggia e una barba bianca. Haiti nel cuore di Matteo

Lui, lei, l’altro.

Matteo Passafaro, perito industriale 25enne di Casorezzo, in provincia di Milano, da due estati sceglie delle “vacanze speciali”: l’anno scorso in Moldova, questa volta ad Haiti.
Durante l’anno lavora in uno studio di ingegneria elettrica come progettista elettrico, ma ha la passione della fotografia. E con due scatti ci racconta qualcosa della sua esperienza ad Haiti, con i Cantieri della solidarietà di Caritas Ambrosiana.

Poi c’è lei, quella nella foto, sotto la pioggia. Si chiama Marta Aspesi, ed è stata la coordinatrice del Cantiere ad Haiti.

Laudato sì - Passafaro Matteo - La plie
Matteo Passafaro – La plie (La pioggia) – categoria “Laudato si”

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Monsignor Merisi: «Tutti si sentano coinvolti a livello locale»

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Mons. Merisi in visita all’Edicola

«La presenza di Caritas in Expo sottolinea alcuni dei problemi odierni in riferimento alla nutrizione, vale a dire lo spreco di cibo e le coltivazioni non sempre orientate all’alimentazione, ma piuttosto alla speculazione».

Monsignor Giuseppe Merisi era presidente di Caritas italiana quando Caritas decise di partecipare a Expo.

Qualche giorno fa ha partecipato all’ultimo evento ufficiale organizzato dalla Caritas in Expo: il convegno “Diritto al cibo. Interventi di prossimità e azioni di advocacy”, nel corso del è stato presentato il Rapporto Caritas 2015 “Povertà plurali” dedicato alla povertà alimentare in Italia e in Europa.

Merisi ha approfittato dell’occasione per ripercorrere l’inizio di questa presenza ecclesiale alla manifestazione di Milano e  ha poi proposto ai presenti alcuni estratti dal messaggio inviato da Papa Francesco alla Fao per guardare avanti, oltre questa esperienza:

«La condizione delle persone affamate e malnutrite, scrive il Pontefice, evidenzia che non basta e non possiamo accontentarci di un generico appello alla cooperazione o al bene comune. Forse la domanda da porre è un’altra: è ancora possibile concepire una società in cui le risorse sono nella mani di pochi e i meno privilegiati sono costretti a raccogliere solo le briciole? Continua a leggere

Un cammino comune per i nuovi obiettivi “End Hunger”. L’esperienza di Caritas Europa

IMG_20151017_104736«Due settimane fa a New York sono stati definiti gli obiettivi da raggiungere entro il 2030.
Derivano parzialmente dal fallimento degli obiettivi del millennio: entro il 2015 si doveva raggiungere la “fame zero”.
Ci sono riusciti solo 72 Paesi, 150 ancora no».

Lo ha denunciato Silvia Sinibaldi, International Cooperation and Humanitarian Aid Officer di Caritas Europa, intervenuta al convegno “Diritto al cibo. Interventi di prossimità e azioni di advocacy” che si è tenuto nei giorni scorsi in Expo, nel corso del quale è stato presentato il Rapporto Caritas 2015 “Povertà plurali”.

Una positiva novità, rispetto a questi nuovi obiettivi, – ha spiegato Sinibaldi – è che «sono di tutti, sono pensati come un cammino comune, mentre quelli del 2015 di fatto distinguevano i paesi in difficoltà e quelli invece “donatori”».

Analizzando i dati delle Caritas europee contenuti nel Rapporto, emerge che «non esiste un modello unico di azione: la forza di Caritas è mettere insieme le persone e sviluppare progetti che poi, se funzionano, possano essere riprodotti in altri contesti». Continua a leggere

Nuño Mayer: «Affrontare le povertà adottando una mentalità olistica»

_31«L’esempio di Caritas italiana è pressoché unico per sua capillarità e per la metodologia precisa di raccolta dati, i cui risultati però ripagano pienamente lo sforzo.
Anche Caritas Europa ha sentito l’esigenza di raccolta dati per poter proporre una advocacy più forte e coerente.
Come afferma Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’, è necessario affrontare il tema della nutrizione adottando una mentalità olistica, e superando invece l’approccio settoriale che ha risultati meno efficaci».

Ha parlato così il segretario generale di Caritas Europa, Jorge Nuño Mayer, al convegno “Diritto al cibo. Interventi di prossimità e azioni di advocacy” che si è tenuto nei giorni scorsi in Expo e nel corso del quale è stato presentato il Rapporto Caritas 2015 “Povertà plurali”.

Tutte le Caritas europee ritengono il diritto al cibo come fondamentale per ogni uomo, ha aggiunto, ricordando come «la povertà alimentare in Europa vede un approccio diverso rispetto al resto del mondo a causa del tessuto sociale più coeso». Continua a leggere

Beccegato: «I soldi per il reddito di inserimento sociale ci sono, manca volontà politica»

IMG_20151017_125713«La povertà intacca il diritto al cibo anche in Italia dove il disagio alimentare è cresciuto più che in tutti gli altri paesi europei.
I dati dicono che la crisi ha costretto le famiglie italiane a rinunciare a comprare alimenti più costosi, come la carne. Dobbiamo prenderne atto e intervenire sul reddito: il vero problema.

Noi abbiamo proposto il reddito di inclusione sociale. La misura prevede non contributi a pioggia, ma condizionati a formazione e ricerca del lavoro. Costerebbe 1,7 miliardi per il primo anno.
In un bilancio dello stato di 850 miliardi, siamo sicuri che questi 1,7 miliardi non si possano trovare?
Noi pensiamo di sì. Non farlo è solo frutto di mancanza di volontà politica».

Lo ha detto il vicedirettore di Caritas Italiana, Paolo Beccegato intervenendo al convegno “Diritto al cibo. Interventi di prossimità e azioni di advocacy”, che si è tenuto nei giorni scorsi in Expo e nel corso del quale è stato presentato il Rapporto Caritas 2015 “Povertà plurali”.

«Il tema politico da mettere al centro delle politiche europee e nazionali è quello della povertà estrema, che porta alla lesione della mancanza di cibo».
Il “reddito di inclusione sociale” si tratta, sostiene Beccegato, di una «proposta stabile, sostenibile, incrementale e sussidiaria. Non forse risolutiva, ma che va nella direzione giusta».
La proposta non è un sussidio a pioggia, ma «sottoposto a tutta una serie di condizionalità: non è un reddito di cittadinanza senza criteri. È universalistico, non settoriale, ma adattabile ad ogni situazione insieme ad altre misure mirate a fasce precise di bisogno come le povertà da mancanza di salute o istruzione o lavoro o abitazione». Continua a leggere