«Il mondo a casa “nostra”». La giornata in Expo di un gruppo di profughi

all'ingresso di expoAll’Edicola Caritas abbiamo accolto centinaia di migliaia di persone in questi mesi, e abbiamo incontrato centinaia di migliaia di storie.

Anche quella di un gruppo di richiedenti asilo, che hanno avuto l’occasione di visitare l’Expo proprio negli ultimi giorni dell’Esposizione.

Li accompagnava Cyprien, operatore della cooperativa Intrecci di Rho, di origini ruandesi, a sua volta profugo e accolto oltre dieci anni fa dalla Caritas e oggi cittadino italiano.

Quest’estate Cyprien è stato volontario all’Edicola, e in questi giorni è tornato per accompagnare i “suoi” ragazzi.

Intrecci, cooperativa del Consorzio Farsi Prossimo legato alla Caritas Ambrosiana, accoglie dall’aprile del 2014 33 richiedenti asilo politico, all’interno del progetto della rete Sprar “Benvenuti al Nord”. Continua a leggere

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Stefania, dai Cantieri della solidarietà al mondo sul decumano

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Stefania, 22 anni, volontaria all’Edicola Caritas

Il sorriso più bello di tutta la Caritas, l’hanno definito qui.
È quello di Stefania, ventiduenne di Lissone e studentessa di ingegneria matematica, che quest’anno ha scelto di dedicare parte della sua vacanza per fare la volontaria in Expo.

Ma non è la prima volta che spende le sue estati con la Caritas: alle spalle ha due esperienze da “cantierista” – come dicono da queste parti – cioè volontaria per i Cantieri della solidarietà, i campi di lavoro e conoscenza per giovani dai 18 ai 30 anni.

Così, dopo aver incontrato il mondo in Moldova e in Nicaragua, quest’anno il mondo le è venuto incontro sul decumano dell’Expo di Milano.

«Il mio lavoro è invitare le persone a entrare all’Edicola. La cosa più bella – ci dice – è che dà la possibilità di incontrare persone che spesso hanno voglia di raccontarsi. È una grande occasione che capita solo una volta nella vita».

Ad esempio?

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Stefania al lavoro sul Decumano

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«È finita l’acqua». Il racconto di Giulia dalla Moldova

Giulia,  ora volontaria in Moldova
Giulia, ora volontaria in Moldova

«È finita l’acqua».

Non capita praticamente mai che una ragazza che vive in Europa oggi – diciamo di più: che vive nel Nord Italia, a Rho, dove in questi mesi si sta svolgendo l’Esposizione Universale che dovrebbe far riflettere su come nutrire il pianeta, e proporre idee e soluzioni – dicevamo, non capita mai che una ragazza di 21 anni possa sperimentare che l’acqua, per oggi, è finita.
Non puoi aprire il rubinetto e vederla scorrere: è proprio finita.

Eppure a Giulia è capitato, qualche giorno fa.
Non qui: in Moldova. Anche quella sarebbe Europa, però…

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Solitudini di Ferragosto in Expo

wpid-16.jpgL’Edicola è come una casa, una casa per tutti, spiegano i volontari Caritas in servizio ad Expo, che ormai non si stupiscono più delle storie che incontrano qui ogni giorno.

Ed è così anche per una coppia di pensionati di Arese che è arrivata all’Edicola Caritas e si è seduta, a prendere coscienza dello spazio, per poi godersi la visita con lentezza.

«Per fortuna che c’è Expo!», dicono ai ragazzi di Caritas, che chiedono spiegazioni.
E così loro raccontano.

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«Una caccia al tesoro sulla condivisione». Expo secondo gli oratori di Cerro Maggiore

Il riposodavanti all'Edicola
Il riposo davanti all’Edicola

Si riposano, seduti per terra a gruppetti, dopo un’intera giornata a correre avanti e indietro per Expo.
Riempiono tutto lo spazio del Decumano davanti all’Edicola Caritas, con le loro magliette e i cappellini colorati. Molti dei più piccoli hanno anche dei disegni sul viso: un bruco su una guancia, il profilo stilizzato di una farfalla sull’altra.

Sono duecento ragazzini, da quelli che hanno concluso la prima elementare ai più grandi, reduci dall’esame di terza media, provenienti dalle parrocchie di Cerro Maggiore e Cantalupo, guidati dagli animatori e dal giovane e inarrestabile don Davide Mobiglia. Continua a leggere

Il ponte della solidarietà, tra Cormano e l’Ucraina

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Il gruppo UkrainItaly davanti all’Edicola

Da 15 anni Andrea Noto, un parrocchiano di Cormano, coordina le famiglie dell’associazione UkrainItaly che, ‎ogni estate, aprono le loro case per tre settimane ad alcuni ragazzini di Kherson‎, città ucraina al confine con la Crimea, una delle più povere del Paese. ‎

Da 15 anni Vladimir Sagajdak, cittadino di Kherson, individua le famiglie più in difficoltà, spiega che il gesto degli italiani è disinteressato, garantisce per loro, ci mette la faccia e organizza il viaggio dei bambini.

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Dalle famiglie agli anziani, Cinisello apre le case ai gemellaggi

cinisello ragazzi 1La prima esperienza è stata nel 2012, con l’Incontro mondiale delle famiglie. Allora, per l’arrivo di Papa Benedetto XVI a Milano, la diocesi di Milano aveva chiesto alle famiglie e agli oratori di aprire le porte di casa a chi arrivava da più lontano, in un’esperienza che portasse all’incontro, in casa propria, con un “pezzetto di mondo”.

Il decanato di Cinisello Balsamo aveva risposto con grande entusiasmo. Le preoccupazioni c’erano anche state – chissà chi mi arriva in casa?, si sono domandati timorosi in molti – ma poi si sono lanciati. Le famiglie con i ragazzi, ma non solo. «Ad aprire la propria porta sono state anche tante nonne, donne che vivono sole in casa, che hanno ospitato, con coraggio, famiglie che arrivavano dal resto d’Italia», racconta oggi Paolo Bruni, che lavora con la pastorale giovanile del decanato.

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