Meno del 3% arriva in Italia. Chi fugge, da dove parte, dove arriva e perché: ecco il quadro sui “migranti forzati”

protezione2015_1Presentato ieri in Expo, durante un convegno organizzato dalla Caritas Italiana, il II Rapporto sulla protezione internazionale in Italia a cura di Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, ANCI, CITTALIA, SPRAR in collaborazione con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).

Secondo lo studio sono circa 59,5 milioni i migranti forzati nel mondo, di questi 8 milioni nel solo 2014:
il più alto incremento registrato da un anno all’altro,
mai così tanti dalla seconda guerra mondiale.

Ma non sono i paesi più ricchi ad accogliere di più.

La stragrande maggioranza, l’86% dei 19,5 milioni di rifugiati fuori dal loro paese è accolto dai paesi in via di sviluppo.
In particolare Turchia, Pakistan, Libano e Iran ospitano il 36% del totale dei rifugiati.

Meno del 10% dei rifugiati arriva in Europa, e di questi meno del 3% arriva in Italia.

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Don Soddu sulle tragedie del Mediterraneo: abbandonare l’idea dei confini, aprire canali umanitari, garantire diritti e accoglienza

Foto: www.repubblica.it
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Don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, commenta le tragedie del mare di questi giorni. Lo fa dalla Tunisia, dove si trova proprio per organizzare il MigraMed, incontro tra le Caritas del Mediterraneo previsto per giugno.
Ecco le sue parole.

L’Europa deve abbandonare l’idea anacronistica dei confini

«L’idea di un’Europa inespugnabile sta barcollando sotto i colpi di una umanità disperata che in fuga dai propri paesi sta mostrando il volto peggiore degli effetti della globalizzazione.

Iniquità, conflitti, ideologie sono i fattori che determinano il costante aumento dei flussi di profughi verso il continente europeo.

L’Europa sembra incapace di reagire perché vittima di una idea anacronistica di territorio e di confine. Da un lato si presenta come paladina dei diritti umani, dall’altro promuove politiche di esternalizzazione volte a tenere lontano dai confini europei i migranti e tutto il loro carico di dolore e di speranza». Continua a leggere