Volontari cuore di Expo. Il servizio civile di Erminia

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Erminia, in servizio civile con Caritas

Volontari semplici e volontari del servizio civile, sono decine i giovani che hanno lavorato all’edicola della Caritas nei mesi di Expo 2015.

Alcuni di loro hanno già un percorso tracciato, spinti dall’esperienza di questo periodo hanno già deciso che direzione prendere in futuro, al termine di Expo 2015, altri lo sapevano già fin dall’inizio della loro avventura.

Per i ragazzi del servizio civile, ci spiega Sergio Malacrida, il coordinatore del gruppo all’edicola, sono stati già individuati assieme a Caritas dei percorsi: c’è chi andrà a lavorare nell’accoglienza agli immigrati, chi nel sostegno ai carcerati e chi assieme a lui si occuperà di diffondere e approfondire i temi discussi a Expo 2015 nelle scuole delle diocesi locali.

Una di questi giovani (in larga maggioranza donne) che sono stati presenza costante nell’Edicola è Erminia Pellecchia. Lei ha 27 anni e ha studiato lingue, tedesco e arabo, e ha fatto un master sull’immigrazione e le strategie di integrazione. È proprio in questa direzione che vuole portare il suo percorso, quando il 31 ottobre si chiuderà l’esposizione universale di Milano.

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Suraya, la casa di Caritas per i profughi di passaggio a Milano

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Il cardinale Scola in visita oggi a casa Suraya

Nour e suo marito hanno passato sette giorni in mare prima di arrivare nel Sud dell’Italia, su una spiaggia di cui non ricordano il nome. Sono egiziani, della regione rurale di Sharqiyya. Hanno preso un barcone ad Alessandria. Hanno viaggiato con i loro due figli, la più grande ha cinque anni. Nour è incinta di tre mesi.
“Il mare è pericoloso, ma in Egitto la situazione economica e della sicurezza sta peggiorando, e noi vogliamo un futuro per i nostri figli”. Non in Italia, dove sono arrivati tre giorni fa, ma in Svezia, dove hanno alcuni familiari e sperano presto viaggiare. Per ora sono ospiti di Casa Suraya, una struttura nella periferia milanese di Lampugnano messa a disposizione dalle suore della Riparazione e gestita dalla cooperativa “Farsi Prossimo”.

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Le Caritas lombarde: «Le parrocchie mettano a disposizione spazi per l’accoglienza dei migranti». Basta a «campagne mediatiche che soffiano sul fuoco della paura»

CENTRO ASTALLI DI ACCOGLIENZA PER IMMIGRATI
CENTRO ASTALLI DI ACCOGLIENZA PER IMMIGRATI foto agensir.it

No a una certa retorica politica immorale, no alle illusioni, sì alle aperture. «Affinché le parrocchie mettano a disposizione spazi adeguati per una accoglienza [dei migranti] diffusa sul territorio. Presenze di poche unità nelle nostre comunità parrocchiali, favoriscono un approccio più sereno da parte della popolazione, una convivenza più accettata e sostenuta dal volontariato».

È l’appello unitario delle Caritas delle Diocesi lombarde, che hanno diffuso un documento (clicca qui per scaricare il testo integrale) nel quale raccontano in 5 punti l’impegno profuso su questo tema e cosa é necessario attivare per una reale accoglienza. Continua a leggere

Progetto Presidio: stimate decine di migliaia di migranti sfruttati in agricoltura

In un anno, duemila lavoratori stranieri sfruttati
nelle campagne di solo dieci diocesi italiane

Il progetto Presidio di Caritas Italiana presentato a Expo
svela che la piaga del lavoro nero in agricoltura
va oltre le stime ufficiali

Milano, 02 luglio 2015 – «In un anno, in solo dieci diocesi, abbiamo incontrato duemila lavoratori stranieri sfruttati nelle campagne; ma possiamo stimare che il fenomeno coinvolga almeno qualche decina di migliaia di persone nel nostro paese.

L’opinione pubblica si deve rendere conto che la speculazione che si fa sulla pelle di queste persone consente al consumatore di avere a un prezzo abbordabile primizie come l’anguria di Nardò o il pomodoro di Pachino.

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Se si vuole risolvere il problema, bisogna risalire la lunga catena delle responsabilità, che parte dei datori di lavoro e arriva alla grande distribuzione, ma anche agire sui lavoratori, perché non si svendano a chi li strutta».

Lo ha detto a Expo Oliviero Forti di Caritas Italiana presentando il progetto Presidio, un’indagine condotta sul campo in 10 Caritas italiane: Acerenza, Caserta, Foggia, Melfi – Rapolla – Venosa, Nardò – Gallipoli, Oppido M. – Palmi, Ragusa, Saluzzo, Teggiano – Policastro, Trani – Barletta – Bisceglie.

La ricerca è stata presentata durante il convegno “Cibo, terra, lavoro: i migranti economici nell’area del Mediterraneo” in cui sono intervenuti David Mancini, Procuratore Distrettuale Antimafia dell’Aquila, don Raffaele Sarno, direttore della Caritas Diocesana di Trani–Barletta-Bisceglie, Manuela De Marco del progetto Presidio.

In Italia, secondo le fonti ufficiali sarebbero 5.400 le vittime di sfruttamento lavorativo.
La ricerca promossa da Caritas Italiana consente di dire che il dato ufficiale è largamente sottostimato.

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Etnofood: migranti fattore di sviluppo. Il Rapporto Immigrazione 2015

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Il cardinale Montenegro, presidente di Caritas Italiana

Per molte nazioni l’immigrazione rimane un tema «contro cui difendersi», anche se in un paese come l’Italia, all’undicesimo posto della classifica mondiale per numero di stranieri accolti, il migrante rappresenta anche «un potenziale attore di sviluppo», con «un adeguato sostegno della politica e della società civile», che spesso manca.

L’ha affermato Oliviero Forti, direttore del settore immigrazione di Caritas italiana, presentando in Expo Milano 2015 il Rapporto immigrazione realizzato da Caritas e Fondazione Migrantes.

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Migranti e food. Il 4 giugno presentazione in Expo del Rapporto Immigrazione

dossier_immiIl settore food non avrebbe la vitalità che ha, in Italia, se non ci fossero… gli immigrati.

Non ci si pensa quasi mai, ma in questi mesi di Expo la Caritas vuole portare all’attenzione anche questo fattore.

Lo farà anche giovedì 4 giugno quando, al Conference Centre all’interno del sito Expo, presenterà il XXIV Rapporto Immigrazione, curato proprio da Caritas insieme alla Fondazione Migrantes.

I migranti e il cibo. Dallo sfruttamento lavorativo all’imprenditoria etnica” è il titolo del convegno – e del rapporto di quest’anno – focalizzato proprio ad approfondire l’impatto dell’immigrazione in uno dei settori che sarebbero più in crisi senza l’apporto di manodopera straniera, che va considerata e promossa quale attore attivo di sviluppo. Continua a leggere

Le «estreme riserve» di monsignor Bressan sull’Europa. Voci dal #CaritasDay

Monsignor Luigi Bressan, presidente di Caritas Italiana
Monsignor Luigi Bressan, presidente di Caritas Italiana

«In estrema miseria è un diritto provare a cercare altrove. E non è con le forze militari che si trova una soluzione: il problema è migliorare le condizioni di vita».

Le parole di monsignor Luigi Bressan, presidente di Caritas Italiana, suonano pesanti alla conferenza stampa del Caritas Day in Expo.

Lui, che racconta di essere stato sei anni a Strasburgo e conoscere bene i meccanismi politici dell’Unione Europea, non lascia passare sotto silenzio le decisioni prese dall’UE lunedì in materia di immigrazione. Continua a leggere