Matthew, rifugiato ugandese: «Restituisco a chi mi ha fatto sentire a casa»

teca3C’era una volta la povera vedova del Vangelo che aveva offerto i suoi due spiccioli nel tesoro del Tempio. Quella che aveva messo più di tutti i ricchi, secondo Gesù che l’aveva osservata durante quel gesto.

E ci sono storie, oggi, che quando accadono fanno tornare alla mente la vedova del Tempio.

Matthew scappò dall’Uganda nel 2009, in fuga dalle violenze che affliggono ancora il Nord del Paese. A casa lasciò la moglie, tre figli piccoli e il suo lavoro da insegnante di inglese, sperando di trovare presto un posto sicuro anche per loro.

Quando arrivò in Italia fece richiesta di asilo politico, e intanto fu aiutato, per le pratiche, per orientarsi, per ricostruirsi una vita, dalla Caritas.

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Meno del 3% arriva in Italia. Chi fugge, da dove parte, dove arriva e perché: ecco il quadro sui “migranti forzati”

protezione2015_1Presentato ieri in Expo, durante un convegno organizzato dalla Caritas Italiana, il II Rapporto sulla protezione internazionale in Italia a cura di Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, ANCI, CITTALIA, SPRAR in collaborazione con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).

Secondo lo studio sono circa 59,5 milioni i migranti forzati nel mondo, di questi 8 milioni nel solo 2014:
il più alto incremento registrato da un anno all’altro,
mai così tanti dalla seconda guerra mondiale.

Ma non sono i paesi più ricchi ad accogliere di più.

La stragrande maggioranza, l’86% dei 19,5 milioni di rifugiati fuori dal loro paese è accolto dai paesi in via di sviluppo.
In particolare Turchia, Pakistan, Libano e Iran ospitano il 36% del totale dei rifugiati.

Meno del 10% dei rifugiati arriva in Europa, e di questi meno del 3% arriva in Italia.

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Don Sciortino: «Aylan come la bambina vietnamita del napalm. Costringono ad andare oltre l’indifferenza»

Il convegno "Cibo di guerra"
Il convegno “Cibo di guerra”

«La foto di Aylan sulla spiaggia ha avuto la capacità di cambiare gli eventi.
Quell’immagine è affiancabile a quella ben nota della bambina vietnamita che correva in fuga dal napalm».

A tornare sulla questione è stato don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, che pochi giorni fa è intervenuto al convegno Cibo di guerra – organizzato in Expo dalla Caritas – parlando del ruolo che la il mondo dell’informazione nei conflitti, nelle situazioni di guerra e di crisi.

«Sono fotografie che costringono i governi ad andare oltre il muro dell’indifferenza, a superare la sola emozione del momento per cercare soluzioni.
Ed è accaduto, a partire dalle decisioni della cancelliera Merkel», ha spiegato ancora.

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Don Soddu: «Dove non c’è cibo, si crea guerra»

Il convegno
Il convegno “Cibo di guerra”

«Chi non ha cibo crea un ambiente in cui si può generare guerra.
Questa è la situazione che stiamo vivendo in questi giorni, come Italia e come Unione Europea.
Nel momento in cui si dà attenzione al nutrimento e a un’economia sana si dà anche nutrimento alla pace».

Lo ha detto don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, spiegando la scelta del titolo del convegno che si è tenuto qualche giorno fa in Expo, Cibo di guerra, durante il quale è stato presentato il 5° Rapporto sui conflitti dimenticati, in una versione dedicata al diritto all’alimentazione nell’anno dell’Expo.

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Montenegro: «Il male non è l’immigrazione, ma l’ingiustizia che la provoca»

nutriresipuo 1«Il male non è l’immigrazione, ma l’ingiustizia diffusa nel mondo che la provoca. Quando si muovono i popoli, cambia la storia. Occorre prenderne atto».

Lo ha detto il cardinale Francesco Montenegro, presidente di Caritas Italiana e vescovo di Agrigento, intervenendo al convegno in Expo Cibo di guerra. Nutrire il pianeta oltre i paradossi, venerdì 11 settembre, data simbolica, dove è stato presento il quinto Rapporto sui conflitti dal titolo omonimo.

«Tuttavia, in questo contesto in bianco e nero ci sono segnali di speranza, come ad esempio il cambiamento di rotta dell’Europa sull’accoglienza, che ha mostrato che quello che fino a ieri era impensabile ora diventa possibile».

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In tre anni 36 nuove guerre nel mondo. Il 90% sono in paesi poveri

COnL94IW8AAT182«In tre anni il numero di guerre è passato da 388 a 424 e la tendenza è in costante crescita per cui non ci si può stupire dei flussi migratori di questi giorni».

Caritas Italiana, attraverso la presentazione del suo vicedirettore Paolo Beccegato, ha presentato in Expo Cibo di guerra, il 5° Rapporto sui conflitti dimenticati nel mondo in una edizione dedicata al rapporto tra cibo e conflitti armati, in una sorta di speciale Expo.

«La stragrande maggioranza di questi conflitti si combattono dentro i confini degli stati e per il 90% riguarda paesi poveri – ha spiegato ancora Beccegato. – Contemporaneamente è anche aumentata la spesa militare, che fino all’11 settembre stava diminuendo.
Da quel momento, invece molti conflitti furono ri-militarizzati, vennero chiuse le vie di dialogo, producendo un aumento di guerre in tutto il mondo».

Secondo il rapporto la spesa militare in particolare degli Stati Uniti tra il 2010 e il 2014 è aumentata del 36,1%, della Cina dell’8%, dell’Arabia Saudita del 5%, della Russia del 4,4%, del Regno Unito del 3,8%, della Francia del 3,3%, del Giappone del 3%.

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Mondialità, cibo per tutti, guerre dimenticate: ecco il fine settimana di Caritas

Ci aspettano molti appuntamenti importanti e davvero ricchi questo fine settimana.
Se avete in programma una visita a Expo, almeno uno di questi incontri non potete perdervelo: noi vi aspettiamo.

Venerdì 11 settembre, ore 11-13

cibo_guerraCibo di guerra. Nutrire il pianeta oltre i paradossi
(Conference Center)

Si parte venerdì mattina, 11 settembre 2015, con “Cibo di guerra”: la presentazione del 5° Rapporto sui conflitti dimenticati, in un’edizione “Speciale Expo” che indaga in modo particolare il condizionamento reciproco tra guerre, cibo e beni alimentari.

Alla presentazione interverranno don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, Gianfranco Brunelli, direttore de Il Regno e il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas Italiana.

Qui e qui maggiori informazioni sulla mattina di venerdì

Venerdì 11 settembre, ore 14.30-16.30

voci_territorioVoci del territorio. “Una sola famiglia umana cibo per tutti: è compito nostro”
(Conference Center)

Nel pomeriggio, sempre di venerdì 11 settembre, spazio alle storie e alle buone prassi, con “Voci dal territorio”: la presentazione degli esiti della campagna Una sola famiglia umana. Cibo per tutti  inaugurata da Papa Francesco nel dicembre 2013 e chiusa proprio a Milano a maggio durante il Caritas day in Expo – in vista dell’imminente Assemblea Generale ONU sulle prospettive degli Obiettivi del Millennio.

Qui le informazioni sul pomeriggio di venerdì

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