Videopost. L’Expo di Milano raccontato da Caritas Mexico

Caritas Mexico ha voluto raccontare con queste immagini la presenza della Caritas all’Expo di Milano, e soprattutto la presenza della Caritas sudamericana.

A partire dalla campagna mondiale “One human family. Food for all” (tradotta nella versione italiana “Una sola famiglia italiana. Cibo per tutti. È compito nostro”), lanciata da papa Francesco ormai due anni fa, nel dicembre 2013, e a cui hanno lavorato tutte le Caritas del pianeta in questo tempo, fino ad arrivare ai momenti più significativi organizzati dentro l’Esposizione Universale:

il grande evento in piazza Duomo che ha dato il via alla presenza della Chiesa in Expo, la sera del 18 maggio, con il saluto del cardinale Maradiaga “Yes we can”, sconfiggere la fame è possibile

e il Caritas Day del giorno successivo, il 19 maggio, che ha portato in Expo i rappresentanti di 85 nazioni.

Ripercorriamo insieme questa esperienza:

Volontari cuore di Expo. Il servizio civile di Erminia

erminia servizio civile
Erminia, in servizio civile con Caritas

Volontari semplici e volontari del servizio civile, sono decine i giovani che hanno lavorato all’edicola della Caritas nei mesi di Expo 2015.

Alcuni di loro hanno già un percorso tracciato, spinti dall’esperienza di questo periodo hanno già deciso che direzione prendere in futuro, al termine di Expo 2015, altri lo sapevano già fin dall’inizio della loro avventura.

Per i ragazzi del servizio civile, ci spiega Sergio Malacrida, il coordinatore del gruppo all’edicola, sono stati già individuati assieme a Caritas dei percorsi: c’è chi andrà a lavorare nell’accoglienza agli immigrati, chi nel sostegno ai carcerati e chi assieme a lui si occuperà di diffondere e approfondire i temi discussi a Expo 2015 nelle scuole delle diocesi locali.

Una di questi giovani (in larga maggioranza donne) che sono stati presenza costante nell’Edicola è Erminia Pellecchia. Lei ha 27 anni e ha studiato lingue, tedesco e arabo, e ha fatto un master sull’immigrazione e le strategie di integrazione. È proprio in questa direzione che vuole portare il suo percorso, quando il 31 ottobre si chiuderà l’esposizione universale di Milano.

Continua a leggere

«Il mondo a casa “nostra”». La giornata in Expo di un gruppo di profughi

all'ingresso di expoAll’Edicola Caritas abbiamo accolto centinaia di migliaia di persone in questi mesi, e abbiamo incontrato centinaia di migliaia di storie.

Anche quella di un gruppo di richiedenti asilo, che hanno avuto l’occasione di visitare l’Expo proprio negli ultimi giorni dell’Esposizione.

Li accompagnava Cyprien, operatore della cooperativa Intrecci di Rho, di origini ruandesi, a sua volta profugo e accolto oltre dieci anni fa dalla Caritas e oggi cittadino italiano.

Quest’estate Cyprien è stato volontario all’Edicola, e in questi giorni è tornato per accompagnare i “suoi” ragazzi.

Intrecci, cooperativa del Consorzio Farsi Prossimo legato alla Caritas Ambrosiana, accoglie dall’aprile del 2014 33 richiedenti asilo politico, all’interno del progetto della rete Sprar “Benvenuti al Nord”. Continua a leggere

#DopoExpoVorrei… «A Milano più coraggio con i rom: partiamo dalle donne»

wpid-19.jpg
Suor Claudia Biondi, Antonietta Nembri, Elena Bezzolato

«Offriamo strumenti a chi vuole cambiare, partendo dalle donne».

E proprio di donne e sviluppo si è parlato nell’ultimo “AperiCaritas”, gli appuntamenti del venerdì sera organizzati dalla Caritas in Expo sul tema “Dopo Expo vorrei…”, per discutere insieme, pubblico e esperti, su quale società vogliamo costruire dopo l’esperienza dell’Esposizione Universale di Milano.

Suor Claudia Biondi, di Caritas Ambrosiana, ha analizzato la propria esperienza di lavoro con le comunità di rom “milanesi”: «Nonostante gli sforzi della Amministrazione attuale, che ha decisamente mutato atteggiamento, i rom continuano ad essere in città un problema senza soluzione. È venuto il momento di osare di più favorendo e premiando chi cerca di inserirsi. Ci vuole più coraggio con i rom, partiamo dalle donne», ha sottolineato Suor Claudia.

«Un modo – ha indicato la responsabile Caritas delle aree di bisogno – potrebbe essere ad esempio proprio quello di sostenere percorsi di emancipazione femminile dentro la comunità rom, attraverso percorsi di formazione lavorativa rivolti alle donne». «Le donne sono da sempre un fattore di grande cambiamento nei cointesti sociali più disagiati. Questo può valere anche per i campi rom di Milano», ha aggiunto. Continua a leggere

Monsignor Merisi: «Tutti si sentano coinvolti a livello locale»

wpid-wp-1433329497149.jpeg
Mons. Merisi in visita all’Edicola

«La presenza di Caritas in Expo sottolinea alcuni dei problemi odierni in riferimento alla nutrizione, vale a dire lo spreco di cibo e le coltivazioni non sempre orientate all’alimentazione, ma piuttosto alla speculazione».

Monsignor Giuseppe Merisi era presidente di Caritas italiana quando Caritas decise di partecipare a Expo.

Qualche giorno fa ha partecipato all’ultimo evento ufficiale organizzato dalla Caritas in Expo: il convegno “Diritto al cibo. Interventi di prossimità e azioni di advocacy”, nel corso del è stato presentato il Rapporto Caritas 2015 “Povertà plurali” dedicato alla povertà alimentare in Italia e in Europa.

Merisi ha approfittato dell’occasione per ripercorrere l’inizio di questa presenza ecclesiale alla manifestazione di Milano e  ha poi proposto ai presenti alcuni estratti dal messaggio inviato da Papa Francesco alla Fao per guardare avanti, oltre questa esperienza:

«La condizione delle persone affamate e malnutrite, scrive il Pontefice, evidenzia che non basta e non possiamo accontentarci di un generico appello alla cooperazione o al bene comune. Forse la domanda da porre è un’altra: è ancora possibile concepire una società in cui le risorse sono nella mani di pochi e i meno privilegiati sono costretti a raccogliere solo le briciole? Continua a leggere

Un cammino comune per i nuovi obiettivi “End Hunger”. L’esperienza di Caritas Europa

IMG_20151017_104736«Due settimane fa a New York sono stati definiti gli obiettivi da raggiungere entro il 2030.
Derivano parzialmente dal fallimento degli obiettivi del millennio: entro il 2015 si doveva raggiungere la “fame zero”.
Ci sono riusciti solo 72 Paesi, 150 ancora no».

Lo ha denunciato Silvia Sinibaldi, International Cooperation and Humanitarian Aid Officer di Caritas Europa, intervenuta al convegno “Diritto al cibo. Interventi di prossimità e azioni di advocacy” che si è tenuto nei giorni scorsi in Expo, nel corso del quale è stato presentato il Rapporto Caritas 2015 “Povertà plurali”.

Una positiva novità, rispetto a questi nuovi obiettivi, – ha spiegato Sinibaldi – è che «sono di tutti, sono pensati come un cammino comune, mentre quelli del 2015 di fatto distinguevano i paesi in difficoltà e quelli invece “donatori”».

Analizzando i dati delle Caritas europee contenuti nel Rapporto, emerge che «non esiste un modello unico di azione: la forza di Caritas è mettere insieme le persone e sviluppare progetti che poi, se funzionano, possano essere riprodotti in altri contesti». Continua a leggere