«Una passione che cambia il mondo». Il grazie di Carlin Petrini ai “militanti” Caritas

Una visita speciale all’Edicola della Caritas domenica 4 ottobre.

petrini 1Al termine del convegno che Caritas ha organizzato in Expo, alla Cascina Triulza, “Con-dividere per moltiplicare. Famiglie e stili di vita” è passato al nostro mini padiglione, proprio dopo aver concluso il suo intervento al convegno, anche “Carlin” Petrini, fondatore del movimento Slow Food.

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Caritas chiude in Expo il percorso #ConDividiamo: «Non produrre più ricchezza, ma imparare a ridistribuirla»

Le tre relatrici del convegno
Le tre relatrici del convegno

«Abbiamo avuto diecimila anni di economia di sussistenza, poi trecento di economia capitalista e dell’accumulo, che si sono applicati anche all’agricoltura, generando sconquasso in ogni parte del mondo.
Non dico che bisogna tornare ai temi dell’agricoltura di sussistenza, perché si moriva di fame e di violenza, ma a una agricoltura morigerata sì.
Il nostro parametro non deve essere quello dell’accumulo, ma dell’amore e della cura».

Lo ha detto il fondatore del movimento Slow Food Carlo Petrini invitato a portare la sua testimonianza al convegno “Con-dividere per moltiplicare. Famiglie e stili di vita”, organizzato in Expo dalla Caritas Ambrosiana ieri, domenica 4 ottobre, giorno di San Francesco.

«Io sono un gastronomo – ha detto ancora “Carlin” Petrini, – e gastronomia è parlare dello spreco e di un sistema di produzione che sta distruggendo la terra, riducendo la fertilità del suolo e le riserve d’acqua».

Petrini ha anche colto l’occasione per ringraziare attraverso la Caritas, le famiglie del territorio della Diocesi ambrosiana che in questi giorni stanno accogliendo i giovani contadini e produttori di cibo di Terra Madre, a Milano per l’Expo. «I giovani di Terra Madre hanno l’intendimento di costruire il loro futuro riportando al centro proprio questa questione della gastronomia. L’economia non deve essere il fine, ma un mezzo ed è la reciprocità che può aiutarci a scardinare questo sistema».

Il convegno conclude un percorso annuale promosso dalla Caritas sul territorio della diocesi milanese proprio per prepararsi e vivere al meglio i contenuti dell’Esposizione Universale in corso, approfondendo il messaggio portato dall’organismo ecclesiale in Expo, “Dividere per moltiplicare” e il modo in cui molte famiglie, nella pratica, stanno già traducendo in pratica il concetto di condivisione: soprattutto negli ambiti-chiave dell’abitare, consumare, prendersi cura e lavorare.
(Ne abbiamo parlato molto qui sul blog, trovate tutti i racconti delle famiglie contrassegnati con l’hashtag #ConDividiamo)

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«#ConDividiamo oltre le apparenze». Il racconto dei più piccoli

Dopo le voci degli adulti che hanno partecipato lo scorso aprile alla Festa delle famiglie in piazza #ConDividiamo organizzato da Caritas Ambrosiana per prepararsi all’Expo di Milano, portando ciascuno la propria esperienza di condivisione, pubblichiamo anche la testimonianza di un bambino che ha partecipato alla festa di Milano.

«Penso che sia bello aiutare gli altri e non pensare solo a se stessi.

Noi andiamo a trovare gli anziani soli e facciamo dei giochi con loro negli ospizi a Milano, e anche in montagna quando d’estate andiamo in vacanza. Nel mese di dicembre facciamo una grande festa che chiamata Rigiocattolo, che serve a non buttare via i giochi usati e venderli per aiutare i bambini malati di Aids in Africa.

È come una catena: noi siamo stati aiutati da altre persone ad andare a scuola, conoscere il mondo, a vivere in casa e non per strada. Ora anche noi possiamo aiutare altri.

Adesso la mia famiglia sta aiutando la signora Anna, che è italiana e sta per compiere 83 anni.

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#ConDividiamo | La storia di Paolo, papà e pediatra, all’Expo delle famiglie

Paolo è medico pediatra. Nella sua carriera, spesso, ha dovuto spiegare ai neo genitori che il loro bambino aveva qualche problema di salute. Un giorno si è trovato dall’altra parte: la sua quarta figlia è nata down. 
Paolo ha partecipato con la sua famiglia a #ConDividiamo raccontando la sua esperienza all’Expo delle famiglie che Caritas  ha organizzato in aprile in venti piazze della diocesi.

«Ho quattro figli, la più piccola che oggi ha 21 anni è down.
Sono pediatra neonatologo e quanto è nata mia figlia mi sono trovato da entrambe le parti: ero il papà di chi nasceva e il suo pediatra. Continua a leggere

#ConDividiamo |A volte meglio non accogliere? La scelta di Raffaella e Gianpietro

Continuiamo con le testimonianze che ci hanno inviato le famiglie di Milano. che hanno partecipato a #Condividiamo, l’Expo delle famiglie nell’aprile scorso.
Raffaella e Gianpietro hanno scelto di riaccogliere, dopo una lunga lontananza, Carlotta – che era stata con loro in affido – anche se proprio in quel periodo Martina, la loro figlia, stava vivendo una malattia. E questo il loro racconto. Continua a leggere

#ConDividiamo: “la Franci” ora immagina una propria famiglia

Continuiamo con le testimonianze che le famiglie che hanno partecipato alla festa “#ConDividiamo Expo2015” di Milano ci hanno inviato. Oggi è la volta di Andrea e Giorgia, che hanno tre figli e che per un periodo hanno accolto in casa loro anche Francesca.

Ecco, quindi, il racconto di Andrea.

L’accoglienza di Francesca è stata molto positiva.

È stata con noi quattro mesi vivendo semplicemente insieme a noi. Sua mamma ci ha telefonato ringraziandoci per come l’ha vista cambiata in questo periodo. È incredibile, ma noi non abbiamo fatto proprio niente, le siamo stati vicini facendole vedere semplicemente la quotidianità della nostra vita. Continua a leggere

#ConDividiamo. L’affido “famiglia aiuta famiglia” di Giorgio e Luana

Continuiamo con i tanti racconti che le famiglie che hanno partecipato alla festa “#Condividiamo Expo2015” di Milano, il 12 aprile scorso, ci hanno inviato. questa è la voce di Giorgio e Luana, sposati da 25 anni, che hanno tre figli. La loro è una bella esperienza di accoglienza, che hanno fatto anche insieme all’associazione A piccoli passi.

Già quando ci siamo sposati nel progetto di famiglia che avevamo in mente, c’era l’idea di una famiglia che dovesse trovare tempi e spazi per aprirsi agli altri e uno dei modi che avevamo pensato era quello dell’affido. Abbiamo cominciato ad avvicinarci per conoscere l’esperienza di altri, ma poi la cosa è stata accantonata per l’arrivo dei nostri figli.

Ma quando il più piccolo ha compiuto 10 anni, abbiamo ripreso in mano l’idea iniziale, ci siamo riavvicinati, interessati e grazie anche ai consigli dell’associazione A piccoli passi a cui ci siamo rivolti, abbiamo iniziato un affido part-time.
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