Donne, cibo e sviluppo. Le rifugiate di Gisuru

In molte parti del mondo le donne hanno un accesso più difficile, rispetto agli uomini, a risorse come il credito, l’istruzione e la terra, nonostante loro le principali produttrici di cibo a livello mondiale.

Se riuscissimo a cancellare questa discriminazione tra uomini e donne, in tutto il mondo, avremmo centinaia di migliaia di persone fuori dal rischio fame.

foto: Isabel Corthier/Caritas Belgium
foto: Isabel Corthier/Caritas Belgium

Queste donne vivono nell’area di Gisuru, in Burundi. Caritas qui sta aiutando i rifugiati burundesi che fanno ritorno dai campi profughi in Tanzania.
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La start-up di André per sostenere l’allevamento in Burundi

André Ndereyimana
André Ndereyimana mentre riceve il premio della Camera di Commercio di Milano per la sua start-up

C’è un giovane che sogna di fare l’imprenditore. E non è poco di questi tempi.

Ma c’è di più, perché quello che il nostro protagonista sta costruendo è una vera e propria rete di piccole imprese familiari che si occupano di allevamento e di produzione di prodotti agroalimentari.

Lui vuole creare una intera “catena di produzione”, che permetta di far girare l’economia del suo territorio, garantendo lavoro e benessere a molte famiglie, e che sia anche sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Di storie così, forse, nei mesi in cui tanto si è parlato di Expo, ne avete già sentite. Ma questa ha qualcosa di speciale.

Perché tutto questo André lo sta facendo nel suo paese, nella città di Buslin, in Burundi: un piccolo paese nel mezzo del continente africano, schiacciato tra la Tanzania e la Repubblica Democratica del Congo. Continua a leggere