Stefania, dai Cantieri della solidarietà al mondo sul decumano

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Stefania, 22 anni, volontaria all’Edicola Caritas

Il sorriso più bello di tutta la Caritas, l’hanno definito qui.
È quello di Stefania, ventiduenne di Lissone e studentessa di ingegneria matematica, che quest’anno ha scelto di dedicare parte della sua vacanza per fare la volontaria in Expo.

Ma non è la prima volta che spende le sue estati con la Caritas: alle spalle ha due esperienze da “cantierista” – come dicono da queste parti – cioè volontaria per i Cantieri della solidarietà, i campi di lavoro e conoscenza per giovani dai 18 ai 30 anni.

Così, dopo aver incontrato il mondo in Moldova e in Nicaragua, quest’anno il mondo le è venuto incontro sul decumano dell’Expo di Milano.

«Il mio lavoro è invitare le persone a entrare all’Edicola. La cosa più bella – ci dice – è che dà la possibilità di incontrare persone che spesso hanno voglia di raccontarsi. È una grande occasione che capita solo una volta nella vita».

Ad esempio?

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Stefania al lavoro sul Decumano

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Dal Brasile al Refettorio: è Gastromotiva, la cucina sociale di David Hertz

Una sorta di gemellaggio tra “cucine solidali”, quello di ieri.
Al Refettorio Ambrosiano è arrivato lo chef David Hertz con Katia e Bianca Barbosa e la sua squadra tutta speciale arrivata da Sao Paulo, in Brasile.

Hertz si definisce “chef e imprenditore sociale”, e infatti è il fondatore e l’anima di una impresa davvero speciale: Gastromotiva, un’attività sociale che, attraverso la gastronomia e corsi di cucina gratuiti, forma e avvia al lavoro ragazzi delle favelas brasiliane, donne in uscita dal carcere, giovani che vivono situazioni di disagio e che, tramite questa opportunità unica, possono trovare la loro occasione di diventare cuochi professionisti e lanciare poi la propria attività imprenditoriale.

La loro giornata al Refettorio è iniziata verso le 9 quando – come ogni mattina – è arrivato il camion con “le provviste”, e cioè quanto è rimasto invenduto o scartato dal Supermercato del futuro di Coop in Expo. Ogni giorno prodotti diversi, ogni giorno a sorpresa.

E qui sta la bravura degli chef: inventarsi un menù con quel che c’è, utilizzando tutto, non buttando niente.

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85 Paesi del mondo in Expo per il Caritas Day

Contadini in Brasile. Foto della campagna One human family. Food for all
Contadini in Brasile. Foto della campagna One human family. Food for all

In Brasile e in Nicaragua gli operatori della Caritas hanno insegnato agli abitanti dei villaggi a conservare le sementi autoctone creole in modo da rendere le comunità rurali indipendenti dalla grandi aziende sementiere.

Nella Repubblica Democratica del Congo  le donne raramente hanno diritto a possedere e prendere decisioni riguardo a appezzamenti di terra. La  Caritas di Goma ha aiutato alcune di loro ad acquistare terre e diventare così proprietarie.

In Giappone, promuovendo una campagna di lotta allo spreco, la Caritas ha venduto nelle chiese contenitori per conservare l’avanzo delle cene al ristorante e con il ricavato dell’operazione ha acquistato i semi per gli agricoltori in Africa Orientale.

Donne della Rdc. Foto: campagna One human family. Food for all
Donne della Rdc. Foto: campagna One human family. Food for all

Ma non solo loro. Perché tutte le 174 Caritas nazionali del mondo hanno attivato progetti simili, nell’ambito della campagna contro la fame nel mondo “One human family, food for all”, lanciata da Papa Francesco a dicembre 2013, in uno sforzo comune per il diritto al cibo e alla sovranità alimentare.
E 85 di questi Paesi saranno presenti a Milano la prossima settimana, proprio per la conclusione di questa campagna mondiale.

Avverrà in occasione del Caritas Day, il 19 maggio, il giorno che Expo dedica interamente alla Caritas.
Per l’occasione arriveranno a Milano 174 delegati delle Caritas, attive in 85 paesi che hanno scelto di darsi appuntamento nel sito espositivo per questa straordinaria occasione.  Continua a leggere

Fra Rodrigo: la lotta per l’acqua dei contadini brasiliani

rodrigo peretC’è una regione in Brasile, nello Stato del Minas Gerais, dove quattro miniere consumano tanta acqua quanto una città di un milione e 600 mila abitanti.

È la regione dove vive Rodrigo Peret, frate francescano dell’ordine dei minori, che da molti anni si occupa di diritti umani e alla lotta contro lo sfruttamento minerario della sua terra.

Fra Rodrigo è da sempre vicino al Movimento dei Sem Terra, l’organizzazione contadina brasiliana che da decenni si batte per la conquista di una riforma agraria in Brasile, a vantaggio di migliaia di famiglie di lavoratori della terra e di tutte le rappresentanze popolari legate alle istanze intorno alla difesa dell’ambiente e dei contrasti alle indigenze. Proprio per questo suo forte impegno, sedici anni fa è stato oggetto di un tentativo di assassinio. Continua a leggere