Manconi: «Abbiamo bisogno degli stranieri per non diventare una comunità amish»

protezione 2015_2«Noi abbiamo bisogno degli stranieri almeno quanto gli stranieri hanno bisogno di noi.
Ne abbiamo bisogno sotto il profilo economico, ma anche culturale e perfino spirituale per evitare di diventare una comunità amish chiusa in se stessa».

Così è intervenuto Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria tutela e promozione diritti umani del Senato della Repubblica, al convegno organizzato dalla Caritas Italiana in Expo per presentare il II Rapporto sulla protezione internazionale in Italia, realizzato da Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, ANCI, CITTALIA, SPRAR in collaborazione con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).

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Il prefetto Morcone: «No alla distinzione tra rifugiati e migranti economici»

protezione 2015_1«Assistiamo a resistenze incomprensibili da parte di alcuni paesi europei. Ma l’Europa sta facendo passi in avanti, anche se ci sono ancora luci e ombre.
La nuova politica migratoria che prevede la ripartizione in quote non lascia soli i paesi di primo ingresso ed è un colpo a quell’accordo di Dublino che abbiamo messo in discussione anche durante il semestre di presidenza italiano».

Così è intervenuto il prefetto Mario Morcone, capo dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno, al convegno organizzato dalla Caritas Italiana in Expo per presentare il II Rapporto sulla protezione internazionale in Italia, realizzato da Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, ANCI, CITTALIA, SPRAR in collaborazione con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).

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«Profughi: l’accoglienza diffusa è la risposta. Comuni e parrocchie facciano la loro parte»

Mons. Gian Carlo Perego
Mons. Gian Carlo Perego

«Purtroppo l’accoglienza dei profughi non avviene in collaborazione, ma spesso in contrasto con i Comuni e questa contrapposizione tante volte diventa conflittualità sul territorio.
Sul totale di 95 mila richiedenti asilo presenti in Italia la Lombardia ad esempio, ne ospita quasi 10 mila, tanti ma meno di quanti ne ospita la Sicilia, proprio per il rifiuto da parte dei sindaci lombardi.
È questo un aspetto sul quale il programma d’asilo in Italia deve fare passi in avanti.
Su 8mila comuni solo 376 in tutta Italia hanno attivato un progetto nel sistema nazionale per l’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati Sprar.
Se ognuno facesse la propria parte e se a loro si unissero anche le 27mila parrocchie italiane, rispondendo all’appello del Papa che è una grande provocazione culturale anche per i fedeli, potremmo realizzare un modello di accoglienza diffusa più gestibile, senza sprechi, e che favorirebbe l’integrazione effettiva degli ospiti».

Lo ha detto nei giorni scorsi monsignor Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, intervenendo al convegno “Le migrazioni forzate nel Mediterraneo e nel resto del mondo: la terra, fattore di espulsione”, organizzato ad Expo da Caritas.

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Stefania, dai Cantieri della solidarietà al mondo sul decumano

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Stefania, 22 anni, volontaria all’Edicola Caritas

Il sorriso più bello di tutta la Caritas, l’hanno definito qui.
È quello di Stefania, ventiduenne di Lissone e studentessa di ingegneria matematica, che quest’anno ha scelto di dedicare parte della sua vacanza per fare la volontaria in Expo.

Ma non è la prima volta che spende le sue estati con la Caritas: alle spalle ha due esperienze da “cantierista” – come dicono da queste parti – cioè volontaria per i Cantieri della solidarietà, i campi di lavoro e conoscenza per giovani dai 18 ai 30 anni.

Così, dopo aver incontrato il mondo in Moldova e in Nicaragua, quest’anno il mondo le è venuto incontro sul decumano dell’Expo di Milano.

«Il mio lavoro è invitare le persone a entrare all’Edicola. La cosa più bella – ci dice – è che dà la possibilità di incontrare persone che spesso hanno voglia di raccontarsi. È una grande occasione che capita solo una volta nella vita».

Ad esempio?

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Stefania al lavoro sul Decumano

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«Basta un attimo e si aprono tesori». Davide, il “buttadentro” dell’Edicola

wpid-wp-1440153156072.jpeg«Dov’è Davide, dov’è andato?», chiede qualcuno dentro l’Edicola, sbirciando fuori.
«È là, davanti al padiglione del Sudan, sta cercando di convincere qualcuno a entrare», risponde una guida ridendo.

Quando lo cercano, fuori dall’Edicola, raramente lui è lì vicino all’ingresso.
Un “buttadentro” così non ce l’ha praticamente nessuno.

Davide, 21 anni, milanese di via Padova e studente di beni culturali all’Università Cattolica, è un entusiasta.
Uno di quelli che crede davvero in quello che fa e che ti dice, ci crede così tanto che te ne accorgi appena ti punta, a venti metri di distanza.

Fa il volontario per la Caritas, qui in Expo, e il suo compito è stare sul Decumano e invitare le persone a entrare, spiegando cosa troveranno all’interno dell’Edicola.
Ma invece di stare nello spazio antistante al padiglione, lui si allontana, ferma la gente, si presenta, si racconta, ascolta. Ascolta tanto.
E le persone, dopo aver parlato con lui, entrano.
A volte addirittura tornano indietro, se avevano già oltrepassato l’Edicola.

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Un letto in cambio dei prodotti della terra: le famiglie ospitano i contadini del mondo

prodotti della terraLa diocesi di Milano non è nuova a questa esperienza, e quelle passate sono state tutte positive.
Ora le famiglie milanesi hanno di nuovo la possibilità di aprire le porte delle loro case al mondo, questa volta in occasione di un evento legato all’Expo.

Dal 2 al 6 ottobre si terrà il convegno Terra Madre Giovani – We Feed the Planet e sulla città di Milano convergeranno migliaia di giovani contadini, pescatori, allevatori, casari e artigiani del cibo provenienti da ogni parte del mondo.

L’occasione permetterà a Milano, città che ospita Expo, di aprire a questi giovani under 40 – in arrivo da diversi paesi del mondo e portatori di diverse tradizioni – anche le proprie case, in un momento di scambio diretto.

Alla diocesi della città che ospita Expo è stato chiesto un aiuto e la Diocesi è felice di poterlo dare.
Slow Food ha chiesto infatti alle famiglie milanesi di ospitare i delegati di Terra Madre, trasformando il loro viaggio in un’opportunità per i cittadini di reale riflessione e incontro culturale sui temi di Expo 2015.
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Le Caritas lombarde: «Le parrocchie mettano a disposizione spazi per l’accoglienza dei migranti». Basta a «campagne mediatiche che soffiano sul fuoco della paura»

CENTRO ASTALLI DI ACCOGLIENZA PER IMMIGRATI
CENTRO ASTALLI DI ACCOGLIENZA PER IMMIGRATI foto agensir.it

No a una certa retorica politica immorale, no alle illusioni, sì alle aperture. «Affinché le parrocchie mettano a disposizione spazi adeguati per una accoglienza [dei migranti] diffusa sul territorio. Presenze di poche unità nelle nostre comunità parrocchiali, favoriscono un approccio più sereno da parte della popolazione, una convivenza più accettata e sostenuta dal volontariato».

È l’appello unitario delle Caritas delle Diocesi lombarde, che hanno diffuso un documento (clicca qui per scaricare il testo integrale) nel quale raccontano in 5 punti l’impegno profuso su questo tema e cosa é necessario attivare per una reale accoglienza. Continua a leggere