Volontari a convegno nel dopo Expo. «Mai tanto dinamismo, ora vigiliamo sugli impegni»

volontari dopo expoNon è ancora finito Expo per i 5 mila volontari impegnati nelle 800 Caritas parrocchiali e nei 300 centri di ascolto della Diocesi di Milano: non è finito perché continua la riflessione sui temi che la Caritas ha portato dentro l’Esposizione Universale.

Non è finito, soprattutto, perché continua l’impegno concreto nella lotta alla fame e alla povertà alimentare.

Di tutto questo si è parlato sabato nel convegno diocesano, organizzato a Milano, proprio per i volontari Caritas: primo appuntamento pubblico a fungere anche da bilancio – e da rilancio – dell’esperienza appena conclusa.

«Dentro Expo abbiamo potuto ammirare la stupefacente abbondanza della creazione e la varietà di prodotti che ci mette a disposizione, la diversità e la ricchezza delle culture, la potenza della intelligenza umana», ha detto il direttore della Caritas Ambrosiana don Roberto Davanzo, intervenendo davanti ai partecipanti.

«Al tempo stesso Expo ci ha mostrato anche le differenze che non sono solo riconducibili alla varietà ma alla cattiva distribuzione delle risorse.
In una società dove l’eccesso e lo sperpero dominano è necessario rivedere non un singolo aspetto, ma adottare nuovi comportamenti, secondo quell’approccio integrale che ci chiede il Papa nell’enciclica Laudato si’.
Ed è su questa strada che continueremo il cammino che abbiamo intrapreso».

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#DopoExpoVorrei… «A Milano più coraggio con i rom: partiamo dalle donne»

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Suor Claudia Biondi, Antonietta Nembri, Elena Bezzolato

«Offriamo strumenti a chi vuole cambiare, partendo dalle donne».

E proprio di donne e sviluppo si è parlato nell’ultimo “AperiCaritas”, gli appuntamenti del venerdì sera organizzati dalla Caritas in Expo sul tema “Dopo Expo vorrei…”, per discutere insieme, pubblico e esperti, su quale società vogliamo costruire dopo l’esperienza dell’Esposizione Universale di Milano.

Suor Claudia Biondi, di Caritas Ambrosiana, ha analizzato la propria esperienza di lavoro con le comunità di rom “milanesi”: «Nonostante gli sforzi della Amministrazione attuale, che ha decisamente mutato atteggiamento, i rom continuano ad essere in città un problema senza soluzione. È venuto il momento di osare di più favorendo e premiando chi cerca di inserirsi. Ci vuole più coraggio con i rom, partiamo dalle donne», ha sottolineato Suor Claudia.

«Un modo – ha indicato la responsabile Caritas delle aree di bisogno – potrebbe essere ad esempio proprio quello di sostenere percorsi di emancipazione femminile dentro la comunità rom, attraverso percorsi di formazione lavorativa rivolti alle donne». «Le donne sono da sempre un fattore di grande cambiamento nei cointesti sociali più disagiati. Questo può valere anche per i campi rom di Milano», ha aggiunto. Continua a leggere

#DopoExpoVorrei… vincere la fame nel mondo: è possibile

DSC_1454«Lo scorso 25 settembre l’Onu ha approvato i nuovi obiettivi del Millennio.
Gli Stati si sono impegnati a sradicare la fame.
Questa volta però non si sono limitati a dichiarazioni di principio, ma si sono dotati di strumenti che consentiranno di avviare un piano di lavoro con target specifici e misurabili. Insomma una porta si è aperta: siamo fiduciosi».

Lo ha detto ieri il segretario generale di Caritas Internationalis, Michel Roy, intervenendo all’incontro “Dopo Expo vorrei…Vincere la fame nel mondo è possibile”.

Parlando delle misure che bisognerebbe assumere per sradicare la fame nel mondo, Roy ha sottolineato che le proposte di Caritas Internationalis, «non nascono da una visione ideologica, ma dall’esperienza sul campo di 165 Caritas nazionali presenti in tutto il mondo, nei paesi ricchi e in quelli poveri».

Un’indagine condotta proprio fra tutti i membri della confederazione internazionale della Caritas ha messo in luce alcuni punti cruciali. «Secondo la Fao oltre il 70% del cibo che si consuma nel mondo è prodotto da piccoli agricoltori – ha sottolineato Roy –. Se si vuole sconfiggere la fame, bisogna aiutare loro, favorendo l’accesso ai terreni, ai mezzi di coltivazione e ai prestiti, sostenendoli nell’adeguarsi ai cambiamenti climatici, fermando la speculazione finanziaria sugli alimenti».

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Ecco i vincitori del concorso per le scuole “Cibo per tutti: è compito nostro”

Verranno premiati sabato 17 ottobre, in Expo, i vincitori del concorso fotografico nazionale “Cibo per tutti: è compito nostro”, promosso da Caritas Italiana e Ministero dell’istruzione e rivolto a tutte le scuole italiane.

Un concorso che ha avuto l’obiettivo di far lavorare bambini e ragazzi creando consapevolezza e impegno su temi fondamentali: gli squilibri del pianeta, lo spreco di cibo, ma anche i disturbi alimentari e il diritto al cibo, che oggi non è garantito nemmeno nelle società del consumismo.

Ecco le foto vincitrici e le scuole che riceveranno il riconoscimenti sabato in Expo alla presenza del ministro dell’istruzione Stefania Giannini.

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#DopoExpoVorrei: 100 alloggi per l’emergenza casa a Milano da Caritas e diocesi

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«Non appena il Comune pubblicherà il bando, presenteremo la richiesta di assegnazione.
Grazie al finanziamento della Curia, voluto espressamente dal Cardinale, siamo pronti a ristrutturare circa 100 alloggi e ad affittarli secondo i criteri che saranno stabiliti da Palazzo Marino».

Lo ha annunciato il presidente della Fondazione San Carlo di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, venerdì al dibattito sulla questione abitativa di Milano che si è svolto all’Edicola Caritas in Expo per il ciclo degli incontri-aperitivi del venerdì “Dopo Expo vorrei…”.
 
Lo scorso 25 settembre la Regione Lombardia ha stralciato dall’elenco Erp (Edilizia residenziale pubblica) 305 appartamenti sfitti nei condomini del Comune presenti a Milano.
Ora toccherà al Comune assegnarli ai gestori attraverso un bando pubblico.
Tra i candidati c’è proprio la Fondazione San Carlo.

Il progetto vale complessivamente 2 milioni di euro.
La Curia ha affidato alla Fondazione già un milione di euro provenienti dai fondi dell’8 per mille alla Chiesa Cattolica e si è impegnata a trovarne un altro.
La somma era stata offerta, per volontà dello stesso Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, a dicembre dello scorso anno, proprio in uno dei momenti di maggiore tensione in città.

Lungaggini burocratiche hanno impedito di far partire il piano. Ma ora la situazione pare essersi, almeno in parte, sbloccata.
 

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