Da Roma a Parigi, i pellegrini per la terra fanno tappa a Expo

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Hanno fatto tappa anche all’Edicola Caritas i pellegrini contro il cambiamento climatico in marcia verso Parigi.

Una ventina di persone, delegazione della carovana di “Una Terra, Una Famiglia Umana. In cammino verso Parigi”, partita il 30 settembre da piazza San Pietro, con la benedizione di Papa Francesco, e composta da pellegrini dai 19 ai 69 anni provenienti da Filippine, Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Germania e altri paesi, stanno percorrendo oltre 1200 chilometri nella penisola in 27 tappe, a piedi e con mezzi pubblici, sino ad Aosta per poi passare in Svizzera, a Ginevra, il prossimo 2 novembre, e arrivare infine a Parigi dove si svolgerà, a partire dal 30 novembre, la XXI Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima.

Si tratta di una iniziativa di The People’s Pilgrimage, il movimento interreligioso coordinato da Yeb Sano, alto funzionario del Ministero dell’Ambiente della Repubblica delle Filippine e sostenuto in Italia da FOCSIV, Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario, che annovera 73 Organizzazioni attive in oltre 80 paesi del mondo.

wpid-wp-1445624169891.jpegVenerdì scorso i pellegrini hanno raggiunto Milano e hanno scelto di portare il loro messaggio anche all’Expo, fermandosi all’Edicola Caritas, a Cascina Triulza, e nei padiglioni di Slow Food e Coldiretti.

I pellegrini sostengono che le comunità più colpite dagli effetti dei cambiamenti climatici sono quelle che già combattono una povertà paralizzante.

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Yeb Sano

«I poveri sono quelli più colpiti dai disastri climatici, eppure sono anche quelli che hanno meno voce in capitolo in questo dibattito– ci ha detto Yeb Sano durante la sua visita all’Edicola. – La maggior parte delle popolazioni povere del mondo dipende dall’ambiente in cui vive per la propria sopravvivenza, per cui il cambiamento climatico è il problema più grave che si trovano ad affrontare, e che incide sul profondo divario tra ricchi e poveri, sul sistema economico mondiale che produce ingiustizia sociale».

Ai capi di stato riuniti a Parigi chiederanno interventi immediati per contrastare i cambiamenti climatici tra cui la riduzione dell’innalzamento della temperatura sotto 1,5 gradi, il passaggio totale alle fonti rinnovabili con l’abbandono delle fonti fossili entro il 2050 e il finanziamento del Fondo Verde per le popolazioni più povere.

«A Parigi portiamo le voci che abbiamo raccolto durante il nostro cammino: lettere di molti bambini, messaggi delle persone incontrate, una petizione. È la nostra ora finale, come ha detto anche papa Francesco: non abbiamo più molto tempo per cambiare davvero le cose – ha spiegato ancora Yeb Sano. – Non è solo un problema di diplomazia politica, non c‘è da affrontare solo la questione dell’inquinamento, o dell’atmosfera, o quella dell’acqua o del consumo di suolo. Il problema è nel nostro cuore. Ed è questo il messaggio che vogliamo portare ai leader mondiali a Parigi a dicembre, perché lì si deciderà davvero se vorremo assicurare un futuro sicuro per tutti».

wpid-wp-1445872595507.jpegLeader del movimento interreligioso, che a Roma ha ricevuto la benedizione del Santo Padre, Yeb Sano è stato negoziatore per le Filippine già nelle precedenti conferenze sul clima. In quella di Varsavia, nel 2013, tenne un emozionante discorso in cui denunciò le cause del tifone Haiyan che sul suo paese fece oltre 10 mila vittime.

«Sono stato a capo delle negoziazioni sul clima per le Filippine negli ultimi cinque anni, e da quel che ho visto posso dire di essere molto poco ottimista sui processi politici – ci ha detto quando gli abbiamo chiesto se è fiducioso sugli esiti della Cop21. – Ma sono anche un cattolico, sono una persona di fede e credo nei miracoli, ed è quello che speriamo accada a Parigi».

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