«Il mondo a casa “nostra”». La giornata in Expo di un gruppo di profughi

all'ingresso di expoAll’Edicola Caritas abbiamo accolto centinaia di migliaia di persone in questi mesi, e abbiamo incontrato centinaia di migliaia di storie.

Anche quella di un gruppo di richiedenti asilo, che hanno avuto l’occasione di visitare l’Expo proprio negli ultimi giorni dell’Esposizione.

Li accompagnava Cyprien, operatore della cooperativa Intrecci di Rho, di origini ruandesi, a sua volta profugo e accolto oltre dieci anni fa dalla Caritas e oggi cittadino italiano.

Quest’estate Cyprien è stato volontario all’Edicola, e in questi giorni è tornato per accompagnare i “suoi” ragazzi.

Intrecci, cooperativa del Consorzio Farsi Prossimo legato alla Caritas Ambrosiana, accoglie dall’aprile del 2014 33 richiedenti asilo politico, all’interno del progetto della rete Sprar “Benvenuti al Nord”.

«Tra le 145 nazioni che hanno preso parte ad Expo ci sono anche i paesi da cui tanti degli utenti, accolti nel progetto, sono partiti – ci ha spiegato Cyprien. – E così, dopo averne discusso con i nostri ragazzi abbiamo deciso di organizzare una visita per conoscere in prima persona la realtà dell’esposizione».

Pubblichiamo qui il racconto che ci hanno mandato della loro giornata in Expo.

«La giornata è iniziata con una buona ora di attesa per arrivare agli agognati tornelli, tra sorrisi e spinte ci siamo accodati a classi e scolaresche che guardavano con simpatia al nostro strano e colorato gruppo e sembravano chiedersi: «Ma questi da dove sono spuntati?».

Prima tappa al padiglione Caritas, dove ci hanno accolto i ragazzi del servizio civile e lo staff che ci ha accompagnato nella visita all’opera di Vostell. La visita si è conclusa con tante foto ricordo.

Il gruppo accompagnato era composto da ragazzi pakistani, congolesi, ivoriani, senegalesi, maliani e gambiani. D’obbligo la seconda fermata al cluster del Gambia dove oltre ai profumi di tante spezie tipiche abbiamo apprezzato l’artigianato locale. Qui i nostri gambiani hanno avuto occasione di scambiare saluti con i connazionali impiegati all’interno del cluster. Ci siamo poi spostati in Mali, Repubblica Democratica del Congo, Senegal e Costa d’Avorio, all’interno del cluster del caffè.

Abbiamo approfittato per salutare dei ragazzi accolti all’interno del nostro Progetto che hanno trovato impiego nel padiglione dell’Afghanistan.

Insomma, una bella giornata dove tanti hanno potuto sfoggiare la loro lingua madre e con tanto orgoglio raccontare a noi operatori e ai “compagni di viaggio” il nome di quel cibo dall’aspetto strano o di quel particolare lavoro intagliato nel legno.

È stata una grande esperienza, ci siamo detti, perché ha fatto incontrare il mondo intero a due passi da casa nostra!».

Annunci