Un cammino comune per i nuovi obiettivi “End Hunger”. L’esperienza di Caritas Europa

IMG_20151017_104736«Due settimane fa a New York sono stati definiti gli obiettivi da raggiungere entro il 2030.
Derivano parzialmente dal fallimento degli obiettivi del millennio: entro il 2015 si doveva raggiungere la “fame zero”.
Ci sono riusciti solo 72 Paesi, 150 ancora no».

Lo ha denunciato Silvia Sinibaldi, International Cooperation and Humanitarian Aid Officer di Caritas Europa, intervenuta al convegno “Diritto al cibo. Interventi di prossimità e azioni di advocacy” che si è tenuto nei giorni scorsi in Expo, nel corso del quale è stato presentato il Rapporto Caritas 2015 “Povertà plurali”.

Una positiva novità, rispetto a questi nuovi obiettivi, – ha spiegato Sinibaldi – è che «sono di tutti, sono pensati come un cammino comune, mentre quelli del 2015 di fatto distinguevano i paesi in difficoltà e quelli invece “donatori”».

Analizzando i dati delle Caritas europee contenuti nel Rapporto, emerge che «non esiste un modello unico di azione: la forza di Caritas è mettere insieme le persone e sviluppare progetti che poi, se funzionano, possano essere riprodotti in altri contesti».

A questo si affianca il ruolo di «creazione di reti solide che possano permettere un’azione di pressione politica più consistente sulle amministrazioni».

In Europa, ha spiegato a sostegno della tesi, le Caritas mettono in atto quattro tipi di azioni.

Primo. I centri di distribuzione viveri, che in Europa centrale e settentrionale sono proporzionali a estensione e popolazione del Paese, mentre in Europa meridionale sono capillari solo in Spagna e Italia, mentre ancora nell’Europa balcanica e caucasica o sono sostenuti da donatori esterni o hanno strutture simili a quella italiana.

Secondo. Le Mense Caritas, nella maggior parte dei casi gestite dalle associazioni.
Nei Balcani e nel Caucaso, ad esempio, i numeri dicono di utenti costanti (216 pasti a persona all’anno).
A Cipro e Malta le mense sono gestite da esterni.
In Europa centrale, il dato è sempre sopra le 40mila unità e non prescinde mai dall’accompagnamento personale.
«In totale – ha rivelato – nel 2014 Caritas ha erogato 9 milioni di pasti in Europa».

Terzo. Gli Empori solidali. Per citarne alcuni, in svizzera ne sono presenti 24 fissi e uno mobile: hanno emesso, nel 2014, 930mila scontrini (non si sa per quanti beneficiari).
In Spagna sono presenti diversi punti vendita a basso costo o addirittura gratuiti.
li empori sono presenti anche in Paesi dove ce li si aspetterebbe meno, come in Lussemburgo, dove hanno dato aiuto a 335 famiglie.

Quarto. L’agricoltura sociale, che si sviluppa tra gli altri Paesi anche in Armenia, a Cipro, in Lettonia, in Bosnia Erzegovina, in Italia, in Grecia, in Serbia, in Austria.

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