Mille passi e una bici. Il Kenya di Martina

Mentre decine di migliaia di persone, quest’estate, si riversavano dal mondo a Rho per visitare l’Esposizione Universale di Milano, lei, che a Rho ci vive, è invece partita per il Kenya.

Martina Pennetta ha vent’anni, studia lettere all’università e spera, un giorno, di diventare giornalista. La scorsa estate ha partecipato al suo primo Cantiere della solidarietà in Libano. «Quest’anno, invece, spinta da alcune domande e da un po’ di curiosità che mi portavo dentro dall’anno scorso ho deciso di ripartire con destinazione Africa».

Ha trascorso una settimana a Mombasa e due a Nairobi, alla Cafasso Consolation House di Kahawa West. «Si tratta di una casa che accoglie alcuni ragazzi con necessità che hanno passato un periodo di tempo, in genere quattro mesi, nel carcere minorile – ci spiega. – La Cafasso House aiuta questi ragazzi nel loro ritorno in società fornendo loro tra le altre cose delle basi di studio e di attività lavorative».

Con la foto “Mille passi”, scattate proprio in questa Casa, Martina si è classificata prima nella categoria Laudato si’ del concorso fotografico organizzato da Caritas Ambrosiana tra i giovani che hanno partecipato ai Cantieri 2015.

c1 Laudato si' - Pennetta Martina - Mille passi - Kenya
Martina Pennetta – “Mille passi”

«Sono le ciabatte “nazionali” dei kenioti, fatte con i copertoni dell’auto e praticamente indistruttibili che si usano per camminare, nelle normali attività quotidiane o nei campi. Le scarpe vengono usate solo in situazioni importanti. Il Kenya è un popolo di camminatori, ci sono addirittura alcune tribù che rifiutano ogni mezzo di trasporto e si spostano solo a piedi, attraversando il Kenya in lungo e in largo».

«Anche se la foto è stata scattata nell’orto della casa che i ragazzi coltivano e di cui si prendono cura mi fa pensare a tutti i passi che questi ragazzi compiono: ragazzi che non si arrendono, che hanno avuto tante difficoltà nella vita ma che stanno provando ad uscirne. Hanno deciso di non sedersi e aspettare per qualcosa di meglio ma di continuare il loro percorso per andare a prendere quel “meglio”, con tutto quello che poi comporta affrontare un viaggio del genere».

Uno degli aspetti che più mi hanno colpito in questo viaggio è l’aver trovato tantissime persone, uomini e donne, neri e bianchi, giovani e adulti, missionari, social workers ma anche gente comune che non si sono arresi. Che credono in un futuro migliore, non solo per loro, ma per il loro Paese che hanno realizzato che questo sogno parte dalle situazioni che sembrano più disperate, dalle baraccopoli, dai casi che si erano dati per “persi” e che invece hanno in sé la chiave per una nuova rinascita, e che chiede di camminare per… mille passi».

Martina Pennetta - "Condividere"
Martina Pennetta – “Condividere”

Condividere” invece è stata scattata nel “quartiere carcerario” di Nairobi, nel campo da gioco usato dai ragazzi per gli allenamenti di calcio e dalle operatrici della Cafasso House per radunare i bambini nei pomeriggi di gioco. La foto si è classificata seconda nella categoria Condividere per moltiplicare.

«Avere una bici non è così comune qui. Non saprei nemmeno di quale bambino fosse, se fosse loro o di qualcun altro. Ma in questi contesti il nostro concetto di “mio” e di “tuo”, di proprietà perde importanza. Si vive nella condivisione di ciò che si ha, perché soprattutto i bambini capiscono che tutti, nessuno escluso, possono partecipare alla gioia».

Qui le foto di Ilaria da Gibuti e di Martina dal Libano

Questo invece il blog dei ragazzi dei Cantieri e in Servizio civile con Caritas

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