Mostra “Cibo e cinema”, la visita speciale di monsignor Dario Edoardo Viganò

In occasione di uno degli ultimi convegni che la Caritas ha organizzato in Expo, in settembre, a farci visita all’Edicola è passato anche il Prefetto della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede, monsignor Dario Edoardo Viganò.

Già presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, monsignor Viganò non ha mancato di visitare la mostra “Cibo e Cinema”, uno dei percorsi di riflessione che l’Edicola Caritas sta proponendo in questi mesi all’interno di Expo.

La mostra

Il nostro cinema ha sin dagli esordi raccontato la storia dell’Italia, con le sue tradizioni, gli usi, le superstizioni e non per ultimi, i suoi riti alimentari.

Gianfranco Magalotti, Amedeo Nazzari, Yvonne Sanson in Catene (1949), di Raffaello Matarazzo - Foto di Vincenzo Palmarini per Vaselli
Gianfranco Magalotti, Amedeo Nazzari, Yvonne Sanson in Catene (1949), di Raffaello Matarazzo – Foto di Vincenzo Palmarini per Vaselli

La tavola italiana, simbolo per eccellenza delle differenze e delle sperequazioni culturali e sociali presenti all’interno del nostro Paese, nell’ultimo secolo si è trasformata rapidamente, passando dalle usanze contadine alle buone maniere borghesi, in un percorso che la settima arte ha registrato con attenzione e toni sempre diversi e non banali.

Antonio Cifariello, Giancarlo Costa, Franco Fabrizi, Maurizio Arena sul set di Racconti romani (1955), di Gianni Franciolini - Foto di Leo Massa
Antonio Cifariello, Giancarlo Costa, Franco Fabrizi, Maurizio Arena sul set di Racconti romani (1955), di Gianni Franciolini – Foto di Leo Massa

Le famiglie numerose e quelle mononucleari del cinema italiano si ritrovano grazie al cibo, valido strumento di trasmissione generazionale di valori, simboli e riti di una comunità, che ha il potere di ricucire senza dolore le naturali separazioni e i contrasti quotidiani tra generazioni.

Isa Miranda in Arrivano i dollari (1957), di Mario Costa - Foto di Alfio Quattrini
Isa Miranda in Arrivano i dollari (1957), di Mario Costa – Foto di Alfio Quattrini

Nel nostro cinema vediamo susseguirsi immagini di pasti in famiglia pervasi di indifferenza e di un intenso anelito di ribellione, ma anche tavolate ricche di coesione e allegria, di perfetta condivisione, di comunione alimentare e affettiva, segno di un Paese che non ha mai perso del tutto il legame con la sua Terra e i suoi valori.

Spiros Focas, Katina Paxinou e Renato Salvatori in Rocco e i suoi fratelli (1960), di Luchino Visconti - Foto di G.B. Poletto
Spiros Focas, Katina Paxinou e Renato Salvatori in Rocco e i suoi fratelli (1960), di Luchino Visconti – Foto di G.B. Poletto

È sedendosi a tavola che nel cinema contemporaneo si rivalutano le proprie tradizioni culturali e si ritrovano lo slancio vitale, la solidarietà, il piacere dell’incontro e del confronto.

Ugo Tognazzi e Claudia Cardinale in L’udienza (1972), di Marco Ferreri - Foto di Divo Cavicchioli
Ugo Tognazzi e Claudia Cardinale in L’udienza (1972), di Marco Ferreri – Foto di Divo Cavicchioli

Mangiando e facendo tintinnare i bicchieri si riscoprono sapori e odori perduti, e si ritrova la comunicazione tra diverse generazioni e diverse etnie, il senso vero della condivisione.

Piccoli equivoci (1989), di Ricky Tognazzi - Foto di Bruno Bruni
Sergio Castellitto e Lina Sastri in Piccoli equivoci (1989), di Ricky Tognazzi – Foto di Bruno Bruni

La Fondazione Ente dello Spettacolo, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, ha allestito in occasione in Expo la mostra fotografica “Cibo e Cinema”.

Una galleria di immagini, foto di scena che permettono un viaggio nel tempo e nella società.

La trovate nel giardino nel retro dell’Edicola della Caritas: se non avete ancora avuto occasione di vederla, avete tempo fino al 31 ottobre.

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