Il prefetto Morcone: «No alla distinzione tra rifugiati e migranti economici»

protezione 2015_1«Assistiamo a resistenze incomprensibili da parte di alcuni paesi europei. Ma l’Europa sta facendo passi in avanti, anche se ci sono ancora luci e ombre.
La nuova politica migratoria che prevede la ripartizione in quote non lascia soli i paesi di primo ingresso ed è un colpo a quell’accordo di Dublino che abbiamo messo in discussione anche durante il semestre di presidenza italiano».

Così è intervenuto il prefetto Mario Morcone, capo dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno, al convegno organizzato dalla Caritas Italiana in Expo per presentare il II Rapporto sulla protezione internazionale in Italia, realizzato da Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, ANCI, CITTALIA, SPRAR in collaborazione con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).

«Tuttavia non va bene questa distinzione che va molto di moda che vorrebbe separare nettamente migranti economici e rifugiati per cui avrebbero diritto alla protezione solo siriani ed eritrei, mentre un nigeriano che, ad esempio, ha subito una persecuzione per la sua religione no».

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