Matthew, rifugiato ugandese: «Restituisco a chi mi ha fatto sentire a casa»

teca3C’era una volta la povera vedova del Vangelo che aveva offerto i suoi due spiccioli nel tesoro del Tempio. Quella che aveva messo più di tutti i ricchi, secondo Gesù che l’aveva osservata durante quel gesto.

E ci sono storie, oggi, che quando accadono fanno tornare alla mente la vedova del Tempio.

Matthew scappò dall’Uganda nel 2009, in fuga dalle violenze che affliggono ancora il Nord del Paese. A casa lasciò la moglie, tre figli piccoli e il suo lavoro da insegnante di inglese, sperando di trovare presto un posto sicuro anche per loro.

Quando arrivò in Italia fece richiesta di asilo politico, e intanto fu aiutato, per le pratiche, per orientarsi, per ricostruirsi una vita, dalla Caritas.

Oggi ha 44 anni, vive in provincia di Lecco, ha una casa e un lavoro, fa il giardiniere per una villa a Ballabio.
La sua richiesta di asilo è stata accettata e Matthew, oggi, è un rifugiato politico.

Da poche settimane la sua vita ha avuto un’altra svolta positiva: ha finalmente completato le pratiche di ricongiungimento familiare e sua moglie e i suoi bambini hanno potuto raggiungerlo in Italia.

Una delle prime cose che ha fatto è stato trovare loro una scuola e iscriverli al nuovo anno scolastico: in questi giorni i ragazzi – che ormai hanno sette, undici e sedici anni – sono entrati nelle loro nuove classi.

E poi li ha portati tutti, come fanno le famiglie normali, in gita all’Expo. Insieme hanno visitato l’Edicola Caritas e poi hanno lasciato un’offerta nella teca per i progetti che Caritas ha attivi nel mondo.

«Ho voluto farlo – ha raccontato lui – per ringraziare e restituire quello che ho ricevuto.
I miei familiari mi avevano suggerito di andare a Londra, che avrei trovato più facilmente lavoro e opportunità, ma io ho voluto restare qui.
Difficilmente a Londra avrei trovato la stessa accoglienza e lo stesso calore.
Difficilmente avrei trovato persone come il mio datore di lavoro, che ha voluto andare ad accogliere la mia famiglia in aeroporto quando è arrivata a Milano.
Qui mi sono sentito a casa».

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