Meno del 3% arriva in Italia. Chi fugge, da dove parte, dove arriva e perché: ecco il quadro sui “migranti forzati”

protezione2015_1Presentato ieri in Expo, durante un convegno organizzato dalla Caritas Italiana, il II Rapporto sulla protezione internazionale in Italia a cura di Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, ANCI, CITTALIA, SPRAR in collaborazione con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).

Secondo lo studio sono circa 59,5 milioni i migranti forzati nel mondo, di questi 8 milioni nel solo 2014:
il più alto incremento registrato da un anno all’altro,
mai così tanti dalla seconda guerra mondiale.

Ma non sono i paesi più ricchi ad accogliere di più.

La stragrande maggioranza, l’86% dei 19,5 milioni di rifugiati fuori dal loro paese è accolto dai paesi in via di sviluppo.
In particolare Turchia, Pakistan, Libano e Iran ospitano il 36% del totale dei rifugiati.

Meno del 10% dei rifugiati arriva in Europa, e di questi meno del 3% arriva in Italia.

Nel 2014 la via del cosiddetto “Mediterraneo centrale”, che va dalle coste della Libia a quelle dell’Italia, è stata la principale rotta verso l’Europa per le persone in fuga dall’Africa e dal Medio Oriente: più di 170mila migranti hanno raggiunto la sola Italia, 4 volte di più di quello che è avvenuto nel 2008.

Nel 2015 invece gli arrivi hanno interessato tutta l’area del Mediterraneo coinvolgendo anche la Grecia che ha registrato 288mila arrivi, contro i 121mila dell’Italia e i 2mila della Spagna (dato aggiornato al 14 agosto).

E poi, ultimamente si è aggiunta la rotta balcanica:
Nel 2013 circa 20mila persone avevano attraversato le frontiere balcaniche.
Nel 2014 sono state oltre 43mila.
Nei soli primi sei mesi del 2015 eravamo già a oltre 102mila passaggi.

Tra le principali nazionalità arrivate in Europa sono i siriani (51%), afgani (14%), eritrei (8%), nigeriani (4%), somali (3%), pakistani (3%), iracheni (3%).

Secondo il Rapporto i migranti forzati sono costretti a fuggire da guerre: 33 quelle in corso a fine 2014, cui si devono aggiungere 13 situazioni di crisi, 16 missioni Onu attive.

Ma si è costretti a lasciare il proprio paese anche a causa del fenomeno del land grabbing: nei paesi africani più poveri da cui provengono i flussi migratori che si riversano in Europa 560 milioni di ettari di terra sono stati strappati ai piccoli coltivatori per essere ceduti alle multinazionali.

Fra chi è costretto a una migrazione forzata, il Rapporto considera anche la particolare categoria delle persone sfollate per motivi legati a disastri ambientali.
Si stima che siano 22,4 milioni i migranti vittime di disastri climatici, come alluvioni, tempeste, incendi, accadimenti sempre più frequenti negli ultimi anni in conseguenza dei cambiamenti climatici.

Queste persone oggi non sono protette dal diritto internazionale.

Il rapporto si può scaricare dal sito www.caritas.it

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