Don Sciortino: «Aylan come la bambina vietnamita del napalm. Costringono ad andare oltre l’indifferenza»

Il convegno "Cibo di guerra"
Il convegno “Cibo di guerra”

«La foto di Aylan sulla spiaggia ha avuto la capacità di cambiare gli eventi.
Quell’immagine è affiancabile a quella ben nota della bambina vietnamita che correva in fuga dal napalm».

A tornare sulla questione è stato don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, che pochi giorni fa è intervenuto al convegno Cibo di guerra – organizzato in Expo dalla Caritas – parlando del ruolo che la il mondo dell’informazione nei conflitti, nelle situazioni di guerra e di crisi.

«Sono fotografie che costringono i governi ad andare oltre il muro dell’indifferenza, a superare la sola emozione del momento per cercare soluzioni.
Ed è accaduto, a partire dalle decisioni della cancelliera Merkel», ha spiegato ancora.

Durante il convegno è stato presentato il 5° Rapporto sui conflitti dimenticati, che porta lo stesso titolo del convegno, Cibo di guerra, e che si è concentrato anche sui contenuti video pubblicati su YouTube da quattro diverse testate giornalistiche: Russia Today (versione inglese), Vice News, Cnn e Al Jazeera English, nel corso di una settimana campione (dal 16 al 22 febbraio 2015).

In totale sono stati esaminati 428 video (per 32,3 ore di filmati, 7 milioni di visualizzazioni e oltre 56 mila commenti).
In alcuni casi, come ad esempio Al Jazeera English le notizie sui conflitti, nella settimana presa in considerazione, hanno superano il 50% di tutte le notizie video trasmesse.

In generale i conflitti hanno sempre goduto di un ampia copertura spesso garantita con materiale auto-prodotto da una delle parti in causa, senza dunque una opportuna mediazione giornalistica.

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