Servizio civile in Expo, primi bilanci di una forte esperienza

Il gruppo dei ragazzi in servizio civile a Expo
Il gruppo dei ragazzi in servizio civile a Expo

L’estate quasi alle spalle, ultimo terzo di Expo iniziato: è tempo di primi bilanci anche per una grossa e forte esperienza che sta avvenendo dentro Expo, quella del servizio civile.

Giuseppe, in servizio civile per Caritas in Expo
Giuseppe, in servizio civile per Caritas in Expo

I ragazzi del servizio civile sono impegnati nei padiglioni della società civile e nei cluster, come Giuseppe, originario di Novara, che sta lavorando proprio in uno di questi cluster e che, al termine di questa esperienza in Expo sarà altri sei mesi in servizio alla Caritas della sua città.

«Non ho mai avuto occasione di collaborare con la Caritas di Novara, ma ne sono contento, perché è una realtà forte e presente sul territorio, e avrò la possibilità di portare nella mia città i temi che saranno stati al centro dell’Expo».

Leggi la storia di Giuseppe

Elisa alla parata, con la rappresentante del padiglione del Brasile
Elisa alla parata “Women for Expo” con la rappresentante del padiglione del Brasile

Alcuni di loro, invece, stanno lavorando anche alla nostra Edicola Caritas: molte delle guide vestite di nero che incontrate sono proprio loro.

Come Elisa, che ha «scelto di fare questa esperienza di servizio civile perché credo che questa di Expo sia un’opportunità praticamente unica nella vita».

Leggi la storia di Elisa

Nei padiglioni i giovani si occupano di tutto, dallo spostamento di sedie e tavoli alla spiegazione, in diverse lingue, dei contenuti dei padiglioni.

Raffaele De Cicco
Raffaele De Cicco

Proprio ieri questi ragazzi hanno avuto un incontro tutti insieme, alla presenza – tra gli altri – di Raffaele De Cicco, responsabile dell’ufficio del Servizio civile nazionale del Governo.

«Il Servizio civile in Expo è nato in modo sperimentale. Non c’erano esperienze pregresse, modelli, analisi. Oggi, a quattro mesi dall’inizio, possiamo definirlo un successo. – De Cicco esce soddisfatto dalla riunione di valutazione del 2 settembre, in cui ha ascoltato i ragazzi portare le loro esperienze, i loro racconti, opportunità e difficoltà incontrate. –Abbiamo visto volti sorridenti, ascoltato vicende divertenti e formative. Sono contento per i volontari: non capiterà ad altri la loro fortuna: prestare servizio in un posto dove si raduna tutto il mondo».

O forse sì, magari nei prossimi “grandi eventi” in programma in Italia?

Lo ipotizza Diego Cipriani, responsabile dell’area nazionale di Caritas italiana, e dunque anche del servizio civile, anche lui presente all’incontro.

«Mi ha colpito il racconto dei ragazzi che sono soddisfatti dell’esperienza – ci ha detto, intervistato. – Lo siamo anche noi e speriamo che quella del servizio civile in Expo diventi un modello applicabile anche ad altri grandi eventi che ci saranno in futuro nel nostro paese».

Vedi qui la video intervista a Diego Cipriani:

E al termine di Expo?

«Avranno una formazione invidiabile – ci dice ancora De Cicco. – che potranno mettere in gioco nella loro vita. Da parte nostra, stiamo cercando di capire come valorizzare il carico di esperienza, le reti e le relazioni che si sono create in questi mesi».

Puoi leggere anche le storie di Lea, francese, e di Michela, di origini italo-olandesi, in servizio civile all’Edicola.

Oggi, all’indomani dell’incontro con tutti i ragazzi, De Cicco ha visitato anche l’Edicola Caritas.
È stato accolto proprio dai giovani del servizio civile che lo hanno guidato nella visita.
Prima di uscire ha lasciato un messaggio sul quaderno degli ospiti.

Vedi la photogallery:

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