«È finita l’acqua». Il racconto di Giulia dalla Moldova

Giulia,  ora volontaria in Moldova
Giulia, ora volontaria in Moldova

«È finita l’acqua».

Non capita praticamente mai che una ragazza che vive in Europa oggi – diciamo di più: che vive nel Nord Italia, a Rho, dove in questi mesi si sta svolgendo l’Esposizione Universale che dovrebbe far riflettere su come nutrire il pianeta, e proporre idee e soluzioni – dicevamo, non capita mai che una ragazza di 21 anni possa sperimentare che l’acqua, per oggi, è finita.
Non puoi aprire il rubinetto e vederla scorrere: è proprio finita.

Eppure a Giulia è capitato, qualche giorno fa.
Non qui: in Moldova. Anche quella sarebbe Europa, però…

Giulia, studentessa di ingegneria matematica, è in queste settimane impegnata, insieme ad altri nove giovani, in un Cantiere della solidarietà nei villaggi di Costuleni e Coscalia, in Moldova appunto.

Nella sua parrocchia è educatrice degli adolescenti, li accompagna nei loro incontri settimanali, propone loro momenti di lavoro e di solidarietà, come la raccolta viveri a cui hanno partecipato in collaborazione con la Caritas e il Mato Grosso, li segue nelle esperienze di convivenza e di campeggio, e quest’anno ha partecipato in prima persona al percorso di formazione di Animondo sulla campagna One human family. Food for all.

«L’acqua del pozzo è finita.
Non ho mai usato questo aggettivo per l’acqua.
Si finiscono le scorte di cibo nel frigorifero e in dispensa, ma l’acqua mai, scorre sempre fuori dal rubinetto non appena si apre.
L’acqua non finisce mai, eppure una mattina in Moldova l’acqua è finita.
Non c’è niente da fare, bisogna aspettare che il pozzo si riempia da solo, ma per quel giorno si lesina l’acqua».

Così ci ha raccontato, e ci ha proposto la sua riflessione.

«È proprio vero che quando qualcosa manca ne senti sempre più il bisogno, come se il solo fatto che mancasse ti facesse rendere conto di quanto è importante.
È servito un pozzo vuoto per farmi capire la grande fortuna di un rubinetto sempre pieno d’acqua».

Leggi qui il post che ha scritto sul blog dei ragazzi in servizio civile e i volontari all’estero per Caritas Ambrosiana

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