«Essere neri conta»: la Caritas di Perugia in “visita omaggio” a Expo racconta la città

Eros Labanca della Caritas di Perugia
Eros Labanca della Caritas di Perugia

Sono giunti in bus, da Perugia, fino all’Expo.
La visita a loro è stata regalata dalla regione Umbria. Inaspettata e organizzata all’ultimo.
«Tant’è che non siamo nemmeno riusciti a riempirlo, il pullman: è agosto e ce l’hanno detto all’ultimo».

A parlare è Eros Labanca, oggi in veste di capogruppo di trentotto visitatori in arrivo dalla Caritas di Perugia.

Alcuni di loro sono persone che oggi sono aiutate dalla Caritas cittadina, altri sono stati utenti in passato e oggi ruotano ancora intorno ai servizi, spesso dando una mano a loro volta come volontari.
«Persone che sono rimaste amiche», ci spiega Eros.

«La nostra è una realtà piccola, ma la situazione attuale è pesante – ci siamo fatti raccontare. – Il punto più grave è la mancanza di lavoro. I nostri utenti sono soprattutto stranieri, ma non quelli appena arrivati. La maggior parte di loro è arrivato parecchi anni fa, ha trovato il lavoro e per un po’ è andata bene. Poi l’hanno perso, con questa crisi. Da lì va tutto a rotoli, si perde la casa, non riescono più a rientrare nel mercato del lavoro: su dieci, saranno tre quelli che riescono a trovare qualcosa».

Per gli altri solo lavori saltuari, che non danno da vivere, e molti diventano “girovaghi dell’Italia”. «Partono, vanno in altre città per un po’ di tempo, trovano qualche lavoretto, poi cambiano, e poi tornano a Perugia», racconta Eros spiegandoci che è essere stranieri a fare la differenza.

«C’è tanto razzismo. È già difficile per un italiano, sono in tanti ad aver perso il lavoro, ma se sei nero è quasi impossibile. Essere nero conta».

Eros ha 31 anni e per la Caritas perugina gestisce una casa di accoglienza da dodici posti: in genere accolgono persone che hanno bisogno di una casa e di un letto per un primo mese di emergenza, poi cercano di accompagnarli a trovare altre soluzioni più stabili ed eventualmente, se è necessario, prolungano di qualche tempo la loro ospitalità.

Oltre a questa casa storica, la Caritas ha appena aperto una sede nuova, con sei appartamenti da otto posti letto ciascuno. Nello stesso edificio, da quasi sette mesi hanno aperto anche un Emporio della solidarietà, una sorta di supermercato solidale dove chi sta vivendo una forte difficoltà economica ha la possibilità di fare la spesa a prezzi calmierati.
(Leggi qui l’approfondimento sull’Emporio della solidarietà di Cesano Boscone).

«Abbiamo aperto da poco ma ogni mese abbiamo triplicato il numero degli utenti. Questo dà la cifra della difficoltà che esiste».

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