Come avere un tavolo di design: arriva il crowdfunding per il Refettorio Ambrosiano

È partita proprio in questi giorni una campagna internazionale per il finanziamento del Refettorio Ambrosiano.
Come funziona?

Sul sito noprofit.upeurope.com chiunque – da ogni parte del mondo, visto che del Refettorio si è parlato persino sul New York Times – può fare un’offerta e sostenere così il progetto di solidarietà e anti-spreco del Refettorio, ideato dallo chef Massimo Bottura e dal regista Davide Rampello e realizzato dalla Caritas.

Ognuno può scegliere quanto donare. In cambio una ricompensa, che sarà proporzionale all’entità dell’offerta: per le somme meno impegnative piccoli articoli da cucina personalizzati con il marchio Refettorio Ambrosiano e firmati dagli chef; per le donazioni da 12 mila euro in su, la riproduzione dei 13 tavoli di design prodotti dall’azienda Riva 1920 su disegno degli autori.

Vedi l’appello a donare degli chef stellati Massimo Bottura e Daniel Humm:

È la prima volta che una diocesi, quella di Milano, sceglie questa innovativa forza di finanziamento per iniziative benefiche.

«Il Refettorio Ambrosiano propone un messaggio universale capace di oltrepassare le culture, per questo siamo fiduciosi che sarà apprezzato nella rete, il luogo per eccellenza globale, senza confini e barriere», spiega Gianluca Ciccolunghi, presidente di Up Europe, la start up che ha realizzato la piattaforma.

Non è stato stabilito un termine per la campagna: la raccolta fondi proseguirà per tutta la durata del progetto Refettorio Ambrosiano, promosso in occasione di Expo Milano 2015, ma pensato sin dall’inizio per proseguire oltre la chiusura dell’esposizione universale.

Aperto il 5 giugno, nel vecchio teatro abbandonato del quartiere Greco ristrutturato dal Politecnico di Milano, il Refettorio Ambrosiano ha permesso fino ad oggi di recuperare oltre 4,5 tonnellate di eccedenze alimentari provenienti dal sito espositivo. Già 20 chef internazionali, degli oltre 40 coinvolti, hanno trasformato il cibo destinato a essere buttato in piatti di assoluta qualità. Questo impegno, nei primi due mesi, ha già permesso di offrire a persone in difficoltà 4mila pasti.

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