Joseph, Susan, Stephen. Storie di imprenditori agroalimentari, dall’Università Cattolica all’Africa

Joseph Nkandu in una piantagione di caffè
Joseph Nkandu in una piantagione di caffè

Joseph Nkandu, ugandese, ha fondato ed è il direttore di Nucafe – National Union of Coffee Agribusiness and Farm Entreprises, un consorzio di cooperative di produttori di caffè che lavorano in 19 diversi distretti dell’Uganda. Una realtà imprenditoriale molto importante, oggi, e riconosciuta a livello internazionale tra le migliori organizzazioni di agricoltori africani.

Joseph, attraverso la sua Nucafe, è riuscito a riunire 155 associazioni di produttori, raddoppiando il volume di prodotto commercializzato, assicurando a ciascuno di loro un aumento delle entrate familiari e promuovendo così un mercato sostenibile. Con il lavoro di Nucafe, i produttori associati hanno potuto spingere per avere una legge nazionale dedicata al mercato del caffè.

Dal 2010 ha attivato una partnership con una azienda italiana, Caffè River, grazie alla quale i produttori ugandesi ora possono anche semi-lavorare il loro raccolto in loco.

Susan Oguya
Susan Oguya

Susan Oguya, invece, è una giovane donna del Kenya. Cinque anni fa ha fondato M-Farm, un portale internet e di servizio sms che mette in contatto i contadini kenyoti con i mercati di sbocco, permettendo loro di accedere a informazioni come il prezzo ai dettaglio del loro prodotto, di acquistare le materie prime direttamente dai produttori senza il costo degli intermediari, di trovare acquirenti.

L’impresa di Susan oggi è attiva in tre regioni kenyote e ha impatto sulla vita e sul bilancio di 15mila piccole aziende familiari. Per questa sua attività lei è stata nominata da Forbes, nel 2014, tra le 20 più giovani donne di potere in Africa.

Stephen Eku
Stephen Eku

Stephen Eku vive ad Accra, in Ghana. Il suo nome, per i ghanesi,  vuol dire soprattutto “Yomì yoghurt“, uno dei suoi principali prodotti.

L’interesse di Stephen per il cibo sano come principale mezzo per combattere la malnutrizione è per lui diventato impresa: oggi è a capo di un’azienda alimentare che si occupa – appunto – di cibo e nutrizione. È la Emigoh Ghana, industria di trasformazione di latte e frutta in derivati, tra i principali produttori di succhi di frutta, yogurt e latticini in Ghana, e serve una rete di 3mila rivenditori nella regione di Accra.

Joseph, Susan e Stephen hanno in comune tra cose: sono africani, sono imprenditori nel settore agroalimentare, e hanno frequentato un master MBA (Master in Business Administration) promosso da Altis, Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica del Sacro Cuore attraverso l’iniziativa E4Impact.

E4Impact, questa rete di master MBA per imprenditori locali lanciata nel 2011 dalla Altis della Cattolica, è attualmente presente in cinque diversi paesi africani (Kenya, Ghana, Sierra Leone, Uganda e Costa d’Avorio) e in fase di attivazione in altri Paesi Sub-Sahariani (tra cui Nigeria, Tanzania, Senegal e Mozambico). L’Università cattolica lavora in partnership con università locali offrendo un doppio titolo di Master e una formazione qualificata ai professori locali.

Il programma di questi master è molto pratico e finalizzato ad accompagnare l’avvio o lo sviluppo di imprese ad elevato impatto sociale e ambientale. A oggi sono stati formati già 160 imprenditori, quasi altrettanti stanno frequentando un master, circa 500 i posti di lavoro offerti in Africa e circa due milioni di dollari raccolti dai partecipanti all’MBA per avviare o sviluppare aziende nel continente.

Ma la partnership con la Cattolica non finisce con la formazione. Il secondo percorso è quello del progetto “First-step Africa”, che favorisce l’abbinamento tra piccole e medie imprese italiane e imprenditori/studenti africani per esplorare le opportunità (anche nel settore agricolo/alimentazione) nell’Africa Sub-Sahariana: una possibilità anche per le imprese italiane che hanno la possibilità di esplorare un nuovo mercato, quello di un paese sub-sahariano, con un basso rischio, mentre i giovani imprenditori africani hanno il vantaggio, da parte loro, di un supporto nella fase di avviamento della propria start up che potrebbe essere una joint-venture  o una filiale locale della partner italiana.

Nei giorni scorsi questo progetto è stato sotto i riflettori internazionali anche grazie al suo fondatore e direttore dell’Altis, Mario Molteni, recentemente nominato Ashoka Fellow, prestigioso riconoscimento statunitense per gli innovatori sociali.

Molteni, professore ordinario di Economia Aziendale e Corporate Strategy all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha illustrato il progetto E4impact al Global Entrepreneurship Summit 2015 di Nairobi, in Kenya, alla presenza tra gli altri anche del presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

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