A Milano la cena sospesa, un gesto di solidarietà e condivisione per donare un pasto a chi è in difficoltà

cena-sospesaCarlo Cracco ha aderito con entusiasmo all’iniziativa di Caritas ambrosiana, “Cena sospesa” (cenasospesa.caritasambrosiana.it), presentata a Palazzo Marino.

«È un’idea seria e bella – ha detto lo chef stellato -: Milano è stata sempre una città accogliente e generosa. Chi fa da mangiare non lo fa per sé, ma per gli altri, per chi viene a mangiare: è un atto di solidarietà».

Traendo ispirazione dalla tradizione napoletana del “caffè sospeso” – un cliente paga due caffè, uno per sé uno per il prossimo avventore del bar – e inserendosi nei temi della nutrizione, del cibo e della lotta alla povertà di Expo 2015, la città di Milano ha deciso di offrire un gesto di solidarietà ai cittadini più bisognosi.

Con il patrocinio del Comune di Milano e delle associazioni dei commercianti locali, l’iniziativa permette ai clienti dei ristoranti che hanno aderito al progetto di lasciare una donazione, con la quale saranno acquistati buoni pasto per chi ne ha più bisogno.

Clicca qui per conoscere l’elenco dei ristoranti e clicca qui per vederli su una mappa.

L’assessore alla Sicurezza del Comune di Milano, Marco Granelli, ha definito Milano una «città dove c’è una solidarietà storica», riferendosi anche all’operato di Caritas e della Diocesi. E ha colto il legame con lo slogan e il messaggio di Caritas a Expo 2015 – “Dividere per moltiplicare”, che ha definito «bellissimo».

Per Lino Stoppani, rappresentante dei pubblici esercizi della città di Milano, durante l’anno di Expo occorre «dare una declinazione ai temi sociali legati alla manifestazione», e questa iniziativa va proprio in questa direzione.

La malnutrizione, che tocca 795 milioni di persone nel mondo, secondo i dati di Caritas, non riguarda soltanto terre lontane, ha ricordato Luciano Gualzetti, vice direttore di Caritas ambrosiana. Non tutti sanno, ha spiegato, che 14 milioni di queste persone bisognose vivono in Paesi cosiddetti sviluppati, anche in Europa, dove «ci sono bambini che hanno come pasto completo soltanto quello della mensa scolastica».

«È un gesto simpatico, di condivisione, ed è un gesto discreto che non mette a disagio nessuno», ha spiegato Monsignor Erminio De Scalzi, vicario episcopale di Milano. «Qualcuno potrebbe dire che questo gesto non cambia molto», ha detto. A questa possibile obiezione, monsignor De Scalzi ha risposto citando un testo di Bertold Brecht, I giacigli della notte:

Ho sentito a dire che a New York
all’angolo della 26 strada e di Broadway
nei mesi invernali ogni sera c’è un uomo
e ai senza tetto che si radunano
pregando i passanti, procura un giaciglio per la notte.

Con questo il mondo non cambia.
Le relazioni fra gli uomini non migliorano, l’epoca dello
sfruttamento non è per questo più vicina alla fine.
Ma a qualcuno non manca un giaciglio per la notte,
il vento viene tenuto lontano da loro per una notte,
la neve destinata a loro cade sopra le strade”

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