Un inno per Expo: il canto dei bambini davanti all’Edicola

Cosa nutre la vita? Cosa sazia la fame?
Cosa toglie la sete nel profondo del cuor?
Bread and roses, pane e rose,
energy for life, energia per la vita
che di gioia infinita riempie i cuori
aperti all’amore.

don Luca Broggi davanti all'Edicola
don Luca Broggi davanti all’Edicola

Tutti gli anni, alla scuola paritaria Maria Consolatrice di via Ampezzo, a Milano, scelgono un tema guida che accompagni gli alunni in tutto il percorso di istruzione. Non sono gli unici a fare questa scelta didattica, è vero, ma solo loro hanno tra gli insegnanti don Luca Broggi, che per l’anno appena concluso si è inventato qualcosa di speciale.

«Ci è sembrato opportuno, per l’anno 2014/2015, scegliere un tema legato all’Expo, proprio per prepararci a questo evento mondiale che si sarebbe inaugurato quasi al termine della scuola. Così, su suggerimento di una collega, abbiamo scelto lo slogan Bread and roses, pane e rose», racconta don Luca, 42 anni, oltre che insegnante anche prete della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù alla Cagnola.

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Uno slogan che ha un’origine interessante, perché fu il motto di un famoso sciopero del 1912 negli Stati Uniti, ripreso a sua volta da un discorso della leader femminista e socialista Rose Schneiderman che rivendicava il diritto di voto per le donne.

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Suraya, la casa di Caritas per i profughi di passaggio a Milano

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Il cardinale Scola in visita oggi a casa Suraya

Nour e suo marito hanno passato sette giorni in mare prima di arrivare nel Sud dell’Italia, su una spiaggia di cui non ricordano il nome. Sono egiziani, della regione rurale di Sharqiyya. Hanno preso un barcone ad Alessandria. Hanno viaggiato con i loro due figli, la più grande ha cinque anni. Nour è incinta di tre mesi.
“Il mare è pericoloso, ma in Egitto la situazione economica e della sicurezza sta peggiorando, e noi vogliamo un futuro per i nostri figli”. Non in Italia, dove sono arrivati tre giorni fa, ma in Svezia, dove hanno alcuni familiari e sperano presto viaggiare. Per ora sono ospiti di Casa Suraya, una struttura nella periferia milanese di Lampugnano messa a disposizione dalle suore della Riparazione e gestita dalla cooperativa “Farsi Prossimo”.

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Joseph, Susan, Stephen. Storie di imprenditori agroalimentari, dall’Università Cattolica all’Africa

Joseph Nkandu in una piantagione di caffè
Joseph Nkandu in una piantagione di caffè

Joseph Nkandu, ugandese, ha fondato ed è il direttore di Nucafe – National Union of Coffee Agribusiness and Farm Entreprises, un consorzio di cooperative di produttori di caffè che lavorano in 19 diversi distretti dell’Uganda. Una realtà imprenditoriale molto importante, oggi, e riconosciuta a livello internazionale tra le migliori organizzazioni di agricoltori africani.

Joseph, attraverso la sua Nucafe, è riuscito a riunire 155 associazioni di produttori, raddoppiando il volume di prodotto commercializzato, assicurando a ciascuno di loro un aumento delle entrate familiari e promuovendo così un mercato sostenibile. Con il lavoro di Nucafe, i produttori associati hanno potuto spingere per avere una legge nazionale dedicata al mercato del caffè.

Dal 2010 ha attivato una partnership con una azienda italiana, Caffè River, grazie alla quale i produttori ugandesi ora possono anche semi-lavorare il loro raccolto in loco. Continua a leggere

Le donne alla Tavola del mondo in Expo. Il racconto di Elisa

A raccontarci la parata conclusiva delle #WomensWeeks è Elisa Diaferia, 25 anni, milanese, che ha partecipato all’evento come rappresentante dell’Edicola Caritas.

Elisa con suor Claudia Biondi
Elisa alla parata con suor Claudia Biondi, responsabile Area donne maltrattate e vittime di tratta di Caritas Ambrosiana

La sera del 10 luglio ha avuto luogo la parata di chiusura delle due settimane dedicate alle donne Women for Expo. Per festeggiare, è stata organizzata una sfilata in cui partecipavano donne in rappresentanza di ogni Stato presente a Expo, cluster e società civile comprese.

Dopo le iniziali difficoltà di organizzazione, la parata ha avuto inizio e una lunga fila di donne, vestite in abiti tipici del loro paese, hanno iniziato a camminare da piazza Italia per tutto il Decumano per poi arrivare al Media Center, dove avrebbero avuto termine i festeggiamenti.

Durante tutto il percorso non sono mancati musica, balli, colori e divertimento e i visitatori incuriositi accompagnavano la festa con foto ed applausi.

Anche noi di Caritas abbiamo partecipato alla sfilata portando simbolicamente sul nostro piatto una copia del giornale Scarp de’ tenis – che racchiude il messaggio che portiamo in Expo Dividere per moltiplicare e che contemporaneamente è parte dell’opera di Vostell esposta all’Edicola.

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