#nondisolopane | Ravasi: «Nessuna ira del Papa per il padiglione. Falsità nell’articolo»

Il cardinale Gianfranco Ravasi
Il cardinale Gianfranco Ravasi

La fame, lo spreco, la globalizzazione dell’indifferenza sono temi che si ritrovano nel padiglione della Santa Sede ad Expo, ha precisato il cardinale Gianfranco Ravasi, Commissario Generale del Padiglione della Santa Sede e presidente del Pontificio consiglio della Cultura, durante il National Day di ieri.

«Con il nostro sobrio padiglione – appena 330 metri quadrati – siamo la spina nel fianco, perché vogliamo accendere nelle coscienze dei visitatori delle domande».

A proposito della sobrietà del padiglione della Santa Sede, durante il National Day Ravasi ha avuto modo di ritornare su un articolo uscito tempo fa su un quotidiano italiano secondo cui Papa Francesco sarebbe stato contrariato dalla presenza della Santa Sede in Expo, soprattutto per i costi del padiglione: «Ho ho avuto modo di parlargli quasi subito, dopo quell’uscita, e posso dire che in lui c’era ira, sì, ma per “l’ira dichiarata” nell’articolo, che non era assolutamente vera».

Sui contenuti del padiglione, invece, ha insistito sulle due frasi, proposte in 13 lingue, Dacci oggi il nostro pane e Non di solo pane.

«Non di solo pane – ha spiegato Ravasi – è un’espressione che si trova sia nell’Antico sia nel Nuovo Testamento. Dal Deuteronomio: Non di solo pane vive l’uomo: dove lehem, pane in ebraico, ha le stesse radici della parola guerra, consapevoli come siamo che la mancanza di cibo genera conflitto».

C’è la stessa frase nel Nuovo Testamento, e qui è contenuto tutto il valore che il cibo comporta: il cibo nei matrimoni, i banchetti delle feste, si mangia anche ai funerali. Cristo amava i banchetti, che racchiudono un significato ulteriore».

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