#nondisolopane | Amato: «Chi respinge immigrati è ipocrita e non va in paradiso»

Giuliano Amato al Cortile dei gentili
Giuliano Amato al Cortile dei gentili

«Non basta essere caritatevoli, dobbiamo creare un mondo in cui tutti siano uguali: oltre al cibo per tutti deve essere garantita la salute a tutti. Siamo tutti figli dello stesso Dio, dice un credente, e della stessa madre sorella Terra, dice un non credente».

Molto intenso l’intervento di Giuliano Amato nel corso del Cortile dei gentili dedicato a I volti della terra e organizzato nell’ambito del National Day della Santa Sede a Expo.

«Se non buttiamo un terzo del cibo che non consumiamo, possiamo risolvere il problema della fame». E ha poi proseguito: «Expo mette assieme tanti paesi del mondo e proprio per questo motivo mette in luce l’interdipendenza che c’è tra le comunità nazionali. Può quindi servire a rendere più consapevoli dei problemi che ha ciascun paese».

Forti anche le sue considerazioni sulla relazione strettissima tra carenza di cibo e migrazioni.

«Respingiamo la commozione finta davanti a chi muore di fame e poi pensa di ributtare in mare chi arriva qui per la stessa ragione. Noi abbiamo condannato chi arriva come migrante per motivi economici a essere clandestino»

E ancora, a margine della conferenza, «qui a far commuovere parlando di cibo c’è una parte della comunità internazionale che sta trattando l’immigrazione come peggio non si potrebbe fare. Chi oggi rifiuta assistenza agli immigrati e dall’altra parte è pronto a distribuire il cibo di troppo nei supermercati a chi non ne ha è un ipocrita che non merita il paradiso. Chi ha maggiore expertise di me sul paradiso potrebbe spiegarlo».

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