Dalle famiglie agli anziani, Cinisello apre le case ai gemellaggi

cinisello ragazzi 1La prima esperienza è stata nel 2012, con l’Incontro mondiale delle famiglie. Allora, per l’arrivo di Papa Benedetto XVI a Milano, la diocesi di Milano aveva chiesto alle famiglie e agli oratori di aprire le porte di casa a chi arrivava da più lontano, in un’esperienza che portasse all’incontro, in casa propria, con un “pezzetto di mondo”.

Il decanato di Cinisello Balsamo aveva risposto con grande entusiasmo. Le preoccupazioni c’erano anche state – chissà chi mi arriva in casa?, si sono domandati timorosi in molti – ma poi si sono lanciati. Le famiglie con i ragazzi, ma non solo. «Ad aprire la propria porta sono state anche tante nonne, donne che vivono sole in casa, che hanno ospitato, con coraggio, famiglie che arrivavano dal resto d’Italia», racconta oggi Paolo Bruni, che lavora con la pastorale giovanile del decanato.

E che spiega come, da quella prima esperienza, le estati a Cinisello sono state diverse. «Un grande successo, questo delle ospitalità. Al punto che ogni estate, ora, la città si è abituata a vivere dei gemellaggi con paesi stranieri, o con gruppi con cui abbiamo condiviso un percorso o un lavoro durante l’anno. E il meccanismo è ben rodato, abbiamo la disponibilità per accogliere anche un centinaio di persone, dalle famiglie degli adolescenti fino alle nonne, contente delle belle esperienze fatte in passato».

Quest’estate la pastorale giovanile decanale ha organizzato ben nove gemellaggi con gruppi che arriveranno da tutta Italia per visitare l’Expo tra il 15 luglio e il 15 settembre.

I primi due gemellaggi attivati sono stati con Castellaneta, in provincia di Teramo, e con Pompei, e i visitatori saranno ospitati all’interno della casa che solitamente i ragazzi usano per fare le esperienze di vita comunitaria durante l’anno.

Ma attivando invece la rete delle famiglie potranno accogliere anche gruppi più numerosi dei 20 posti che mette a disposizione la casa decanale. E allora arriveranno ragazzi anche da oratori e gruppi di Azione Cattolica da Pordenone, Udine, Olbia, Napoli, Bastia Umbra, Sestri Levante e dalla Sicilia.

«Ora il lavoro che dovremo fare è quello di “incastro” tra la parrocchia ospitante e il gruppo in arrivo. Proporremo tre livelli di accoglienza – spiega ancora Paolo – quello base, fornendo tutto quello che serve per la vita quotidiana nei tre giorni. Poi ci sarà un incontro con la realtà locale, penseremo a una serata insieme, un momento di festa e scambio. Infine, per chi vorrà, potremo eventualmente anche organizzare una visita del territorio, dove a far da guida saranno i giovani di Cinisello che si mettono a disposizione come volontari».

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