Un’emozione «senza parole». Mariaestelì e Carlos da Panama

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«No hay palabras».

All’indomani della sua esibizione in piazza Duomo davanti a 50mila persone, ai 174 delegati dalle Caritas di 85 paesi, davanti a diversi cardinali seduti in prima fila, Mariaestelì non ha parole per commentare l’esperienza vissuta.

Le fa eco Carlos, il suo compagno di musica che con lei ha suonato all’evento Tutti siete invitatiche spiega «ci renderemo conto dell’impatto di quanto ci è accaduto, di cosa sia stato ieri sera solo al nostro ritorno a casa».

È la prima volta in Italia per loro, e l’emozione di essersi esibiti sotto le guglie del Duomo di Milano e sotto lo sguardo della Madonnina è ancora forte. Un’emozione grande per chi già è artista navigato, abituato a calcare palchi importanti, figurarsi per loro, che hanno 25 e 23 anni.

Hanno portato a Milano per Expo la canzone Levanto mì voz por quien no tiene pan, che hanno scritto e che è diventata, in modo quasi virale, la campagna di tutte le Caritas del mondo contro la fame.

«Non siamo dipendenti della Caritas di Panama – ci racconta Mariaestelì. – Noi siamo musicisti autonomi, suoniamo insieme da circa un anno. La Caritas ci ha chiesto di scrivere una canzone a partire dal messaggio che Papa Francesco ha lanciato a fine 2013, quando ha chiesto cibo per tutti, nel mondo».

«I miei genitori lavorano per la Caritas, così, in realtà, conosco bene questi temi e il lavoro che viene fatto. Non erano cose nuove per noi, ed è stato facile tradurre questi messaggi nel nostro linguaggio, in musica. È così che è nata la canzone».

Che li ha portati, oggi, anche come testimoni al Caritas Day in Expo. «La visita a Expo è stata una bella esperienza, nuova – commenta ancora Mariaestelì – e unica. Mi è piaciuta soprattutto la rappresentazione caratteristica di ciascun paese».

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