#ConDividiamo: la porta aperta di Matteo e Erika

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Erika, Matteo e Nicolas a una festa del gruppo di impegno missionario locale

Erika e Matteo sognavano una famiglia accogliente, e una porta di casa sempre aperta per chi avesse bisogno, già prima di sposarsi. Le occasioni non sono mancate loro, e i buoni propositi non si sono scontrati con la paura che a volte fa fare un passo indietro.

La loro porta si è aperta, poco dopo essersi sposati, a un adolescente che aveva bisogno di un affido familiare temporaneo e urgente. Ed è sempre stata aperta anche per una ragazza che era già stata in affido in casa dei genitori di Erika e che, raggiunta la maggiore età, ha chiesto di poter continuare ad avere una stanza “d’appoggio” vicino a loro.

Si è aperta, più di tutti, per Nicolas, che è arrivato in casa loro quando aveva nove mesi, e che oggi frequenta la prima elementare. «Avevamo sempre pensato all’adozione come possibilità, sia che avessimo avuti figli biologici, sia in caso contrario. L’adozione è stata per noi aprirsi all’incontro di un bambino che diventa figlio, non necessariamente con la nascita – racconta Matteo. – Per noi non è stata una sorta di “ultima spiaggia”, anzi».

Matteo e Erika cercano di tenere questa porta sempre aperta anche nella vita di tutti i giorni. Lui, oltre al suo lavoro, è impegnato nell’amministrazione comunale come assessore e fa parte del gruppo missionario della parrocchia. Lei lavora come educatrice nelle scuole e nel centro di aggregazione giovanile del paese. Alcune domeniche si trovano insieme ad altre famiglie per delle giornate di confronto e condivisione. Per la spesa quotidiana si appoggiano al gruppo di acquisto solidale, per cui si sono incaricati di gestire gli ordini della pasta e del parmigiano. Piccole scelte quotidiane, nessun eroismo, solo tanta voglia di non pensare solo a sé. Con tutte le fatiche che questo può anche comportare.

Matteo fa parte del gruppo che ha organizzato una delle Feste in piazza “#ConDividiamo #Expo2015”, a Luino, e anche loro tre saranno in piazza domenica 12 aprile.

Al mattino è in programma una tavola rotonda, a mezzogiorno la messa, poi la proposta di un “pranzo diffuso” a base di street food, cibo povero, piatti etnici e prodotti locali a km zero forniti dagli stand presenti al parco Ferrini. Nel pomeriggio infine, oltre a giochi e attività per i bambini, la possibilità di conoscere tutte le associazioni e le realtà presenti negli stand, dalla Caritas alla Banca del tempo, dal progetto di economia solidale locale terre di Lago ai gruppi di acquisto solidali, dall’Associazione Comunità e Famiglia all’associazione Colibrì, che propone attività per bambini disabili e normodotati insieme, e poi gli scout, le Acli, gli oratori, la Croce Rossa…

«Abbiamo scelto di fare una festa di piazza che sia di tutta la città, e non solo “di Chiesa”, e la risposta delle realtà cittadine ha fatto capire che fosse la scelta migliore: c’è voglia di confrontarsi sui temi dell’abitare, del lavorare, del consumare in maniera consapevole… sulla vita normale insomma. Ed è bello che la Chiesa si svegli su questi temi, che sono quelli che ci toccano più da vicino – così Matteo commenta l’organizzazione della festa. – Anche se la difficoltà, a volte, di uscire dai sagrati e di andare sulle piazze c’è ancora. Abbiamo fatto molta più fatica a coinvolgere i parroci intorno a questa iniziativa che le associazioni “extra Chiesa”. C’è molto da lavorare ancora».

Aspettiamo anche i vostri racconti delle feste del 12 aprile. Potete postare foto, commenti, brevi aneddoti sui social network aggiungendo l’hashtag #condividiamo.

Oppure potete inviarci i vostri racconti con una foto a expo@diocesi.milano.it, li condivideremo su questo blog.

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