Pasqua per gli altri: le donne e i giovani della Caritas del Burkina Faso

don francesco soddu
don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana

«Siamo tutti parte di una sola famiglia. In un mondo globalizzato e caratterizzato da fenomeni epocali, dalla crisi economica alle grandi migrazioni, dal cambiamento climatico ai conflitti sempre più violenti, tutti dovremmo sentirci più vicini. Eppure il rischio più grande è quello che papa Francesco chiama la globalizzazione dell’indifferenza. Non chiudiamoci a riccio ma apriamoci agli altri nel quotidiano».

È l’augurio per la Pasqua 2015 di don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, che proprio in questi giorni in cui abbiamo ricordato Gesù farsi cibo per l’uomo, torna a riflettere «Superare lo scandalo della fame è una delle principali sfide che abbiamo di fronte per dare sostanza al nostro impegno in favore della dignità di ogni persona, parte di un’unica famiglia. E per far sì che che nostre comunità diventino isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza».

La Caritas Italiana, insieme a Caritas Internationalis e alla costellazione di Caritas locali, sta andando verso la chiusura della campagna “Una sola famiglia umana. Cibo per tutti”, lanciata un anno fa sui temi dell’accesso al cibo e al diritto all’alimentazione per tutti, i cui esiti verranno presentati il 19 maggio a Milano durante l’Expo.

«Il 19 maggio sarà una chiusura, ma anche un rilancio – spiega Paolo Beccegato, vicedirettore di Caritas Italiana – perché il nostro impegno su questi temi non si esaurisce con Expo, anzi continuerà con tre grandi impegni internazionali a cui Caritas sarà presente. A luglio ad Addis Abeba alla preparazione della Conferenza Internazionale sul finanziamento allo sviluppo. A settembre, a New York, l’Assemblea generale dell’Onu. A dicembre, a Parigi, la Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. In tutte e tre queste sedi porteremo i temi della campagna sui tavoli internazionali, continuando la nostra battaglia sui temi del rispetto dell’ambiente, dell’accesso al cibo, della lotta alla povertà».

A fianco delle politiche internazionali, c’è l’impegno quotidiano alla portata di tutti. E che coinvolge direttamente le piccole comunità e le persone.

«Tra i microprogetti che sosteniamo periodicamente, in questo momento stiamo guardando al Burkina Faso – racconta Beccegato. – È un Paese con le cui Caritas abbiamo collaborato bene in passato, e che oggi vive un momento di forte difficoltà: oltre alla cronica povertà e al problema della siccità e della scarsità di cibo (si trova nella zona subsahariana del Sahel) si sono aggiunte forti tensioni militari e politiche a seguito del colpo di stato».

Un gruppo di donne di OCADES Caritas Burkina
Un gruppo di donne di OCADES Caritas Burkina

Microprogetti che sembrano piccole gocce, ma che significano molto per le piccole comunità e per i singoli, che da numeri sulla carta diventano volti, diventano amici.

E così a Yéndére, nella diocesi di Banfora, trenta persone stanno per essere formate sulle tecniche agricole, riceveranno sementi e attrezzatura agricola e realizzeranno entro l’estate un orto comunitario.

A Gassa, nella diocesi di Dedougou, dieci donne stanno costruendo un allevamento di polli, e potranno concretamente avviare la loro attività per mantenere le proprie famiglie.

A Sissamba, nella zona di Ouahigouya, venti giovani attiveranno un allevamento di buoi.

Nel villaggio di Nasséré, invece, vicino a Kaya, entro settembre verrà costruito un pozzo: una risorsa d’acqua davvero preziosa per venti donne, venti famiglie e i loro orti.

Qui maggiori informazioni sui microprogetti e come contribuire

Annunci