Il cibo non è merce. Caritas al Circo Massimo a Roma

Nel mondo non c’è mai stato così tanto cibo. Ma quasi un miliardo e mezzo di persone soffre la fame.
Questo paradosso, frutto dell’attuale sistema di distribuzione mondiale delle risorse alimentari, è stato uno dei molti temi trattati nel seminario dal titolo “Cibo per tutti? Nutrire il pianeta è compito nostro” che si è svolto nei giorni scorsi a Roma, al Circo Massimo.

Un evento promosso dalla Caritas insieme a oltre 100 organizzazioni, in occasione della Giornata mondiale della Terra, la più grande manifestazione del pianeta dedicata ai temi della protezione dell’ambiente, in cui docenti ed esperti hanno discusso attorno a temi come il diritto al cibo, l’agricoltura sociale, la custodia del creato e il consumo consapevole.

Vi proponiamo il servizio che ha realizzato l’Agenzia Sir Continua a leggere

L’orto delle ragazze madri in Congo. Il racconto di Emanuele ed Elena

sce congo-teaching«Cosa avete mangiato in questi giorni?», chiede Raphaël, l’agronomo, alle giovani mamme.
La risposta è unanime: «Fou-fou na sombe, kila siku». E cioè polenta di manioca e spinaci di manioca, sempre, ogni giorno.

A Katako, un piccolo villaggio della Repubblica Democratica del Congo, non c’è l’acqua corrente, non c’è energia elettrica, non ci sono strade asfaltate.
La malnutrizione, qui, è la regola, e le bambine raramente vanno a scuola, la parità di genere non esiste, la poligamia è molto diffusa, e molte ragazze sono già madri a 13 o 14 anni.

È per loro che è stato attivato un corso di formazione agricola, a cui stanno lavorando anche Emanuele ed Elena, due ragazzi che, dopo aver fatto l’esperienza del Servizio civile all’estero, hanno continuato a lavorare per Caritas Ambrosiana come operatori internazionali. Continua a leggere

Pius Perumana, direttore Caritas Nepal: «Expo ci aiuti a spiegare cosa serve nelle aree terremotate»

caritas internationalis_nepal earthquake
Foto: Caritas Internationalis

Continua ad aggravarsi il bilancio del violentissimo terremoto che ha colpito il Nepal. Gli ultimi dati – aggiornati a oggi – parlano di oltre 4.500 morti. Tra chi si è immediatamente attivato per i soccorsi, anche la Caritas nazionale, a cui si sono aggiunti in supporto anche gli operatori del ramo internazionale e di quello indiano.

Il direttore della Caritas Nepal, il gesuita Pius Perumana, avrebbe dovuto partecipare, come delegato del suo Paese, al convegno internazionale delle Caritas del mondo che si ritroveranno a Milano per l’Expo il 18 e il 19 maggio. Nella sua agenda ci sarebbe anche un intervento nella parrocchia di Bollate, dove avrebbe raccontato il lavoro che Caritas Nepal sta portando avanti sul tema del cibo e dell’assicurare nutrimento a tutti. La sua partecipazione al momento è in forse, e verrà confermata oppure disdetta non prima della prossima settimana, quando la situazione nel Paese sarà più chiara.

Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per un aggiornamento della situazione.

Qual è la situazione a qualche giorno dal sisma che ha colpito il Nepal e che ha fatto migliaia di vittime?

«Katmandu è rasa al suolo, la popolazione dorme in strada o perché non ha più una casa o perché ha paura di tornare alle proprie abitazioni a causa delle continue scosse di assestamento».
Continua a leggere

La start-up di André per sostenere l’allevamento in Burundi

André Ndereyimana
André Ndereyimana mentre riceve il premio della Camera di Commercio di Milano per la sua start-up

C’è un giovane che sogna di fare l’imprenditore. E non è poco di questi tempi.

Ma c’è di più, perché quello che il nostro protagonista sta costruendo è una vera e propria rete di piccole imprese familiari che si occupano di allevamento e di produzione di prodotti agroalimentari.

Lui vuole creare una intera “catena di produzione”, che permetta di far girare l’economia del suo territorio, garantendo lavoro e benessere a molte famiglie, e che sia anche sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Di storie così, forse, nei mesi in cui tanto si è parlato di Expo, ne avete già sentite. Ma questa ha qualcosa di speciale.

Perché tutto questo André lo sta facendo nel suo paese, nella città di Buslin, in Burundi: un piccolo paese nel mezzo del continente africano, schiacciato tra la Tanzania e la Repubblica Democratica del Congo. Continua a leggere