Dal Sudamerica a via Padova, la filiera del caffè “corretto”

IMG_2523Juana vive nel piccolo villaggio di San Gaspar Chajul, in Guatemala. Lavora in una piantagione, e come i suoi antenati Maya crede che la terra vada rispettata, che si vive insieme alla terra, alla natura, non sulle sue spalle.

Mauro vive in provincia di Lecco, sta sulla sedia a rotelle, e al momento è impiegato in una cooperativa che confeziona capsule – in materiale completamente riciclabile – per le macchinette del caffè.

Marco risponde al telefono di un call center, e riceve gli ordini dei clienti, li registra, li processa. Lui, invece, sta nel carcere di Opera, è detenuto, ma i clienti dall’altra parte del telefono non lo sanno.

Le vite di Juana, Mauro, Marco (i nomi sono di fantasia) si incrociano in una tazzina di caffè, in un locale di via Padova a Milano. Il locale si chiama Beso, vende macchine per il caffè e le relative capsule realizzate con prodotti del commercio equo e solidale del circuito Fairtrade distribuiti dalla cooperativa Chico Mendes.

Un’esperienza, questa della caffetteria che ha appena aperto nel quartiere multietnico di Milano, che dimostra che è possibile produrre cibo nel rispetto della terra e dei diritti dei lavoratori del Sud del mondo. Ma non solo, perché in tutta la filiera di produzione, dalla pianta fino alla tazzina, sono tanti i chicchi di solidarietà.

Nella lavorazione del caffè in capsule, nel confezionamento e nell’assistenza tecnica vengono impiegate persone svantaggiate, tra cui persone con disabilità psichica e fisica e disoccupati di lungo periodo altrimenti esclusi dal mercato del lavoro, tramite la cooperativa Vesti Solidale.

L’assistenza commerciale ai clienti è invece affidata a un call center con sede all’interno del carcere di Bollate e viene svolta da personale detenuto, gestito da Bee4.Altrementi.

Infine, via Padova. Quartiere molto vivo ma anche difficile della metropoli lombarda, a causa delle tante differenze culturali che convivono qui, ospita al civico 36 un progetto sociale davvero interessante: oltre alla caffetteria, anche Share, un negozio di abbigliamento di qualità di seconda mano con finalità etiche, e alcuni appartamenti in housing sociale.

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