La battaglia di Irene per il diritto al cibo

Irene servizio civileIrene, negli ultimi anni, con la Caritas è cresciuta parecchio. È cresciuta di età, certo, ma sono stati soprattutto gli incontri a farla crescere.

Nelle sue vacanze da universitaria ha partecipato come volontaria ai Cantieri della solidarietà, i campi estivi della Caritas Ambrosiana. Il primo in Sud Italia, in provincia di Salerno, lavorando coi profughi – in gran parte africani – in arrivo dalla Libia. L’anno successivo è partita alla volta della Moldova, in un’esperienza a contatto con gli “orfani bianchi”, i bambini figli delle donne emigrate per lavorare come badanti.

Ma le estati sono finite presto, e a lei quel breve tempo non è sembrato più sufficiente. È così che ha deciso di mettersi in gioco per un anno intero, e per farlo ha scelto il Servizio civile.

Un anno in cui ha toccato con mano una cosa che già sapeva nella teoria: e cioè che andare all’estero, lavorare in un paese povero è un’esperienza dura, bella e preziosa, ma che non è necessario andare tanto lontano per scontrarsi con la povertà e per impegnarsi in prima linea.
Che anche in Italia, nella ricca Lombardia, oggi c’è chi ha fame e non ha cibo a sufficienza.
Questo ha imparato Irene lavorando per un intero anno al centro di ascolto e nella mensa della Caritas.

E oggi lo racconta. Oggi, che ha 25 anni, si è laureata in filosofia e che con la campagna Una sola famiglia umana, cibo per tutti. È compito nostro sta girando le scuole primarie, secondarie e superiori del Lecchese – dal liceo Parini di Lecco alle elementari di Colle Brianza – per sensibilizzare sul tema del diritto al cibo.

In questi mesi ha incontrato bambini e adolescenti e ha spiegato loro come il cibo prodotto al mondo sia sufficiente per tutti, ma sia distribuito troppo male, ha raccontato le storie delle tante persone cosiddette normali che ha incontrato alla mensa dei poveri, ha spiegato che anche da piccoli si può fare qualcosa, ha proposto giochi per far riflettere sugli stili di vita e video sui disastri della globalizzazione, ha chiesto di far sentire la propria voce attraverso disegni, lettere e poesie.
Insomma, Irene ha fatto la sua parte.

E tu?
Vuoi unirti alla battaglia per il diritto al cibo?
Vuoi dare voce a chi propone un modello di sviluppo sostenibile?
Anche tu vuoi fare un’esperienza internazionale nel più grande evento che si svolgerà a Milano quest’anno?
Se sei un giovane tra i 18 e i 28 anni, anche tu puoi scegliere di fare il servizio civile in Expo con Caritas. E al termine di Expo il tuo servizio continuerà nei centri e nei servizi di Caritas sul territorio di Milano, della Lombardia e non solo, che operano a favore di rifugiati politici, senza tetto, vittime di tratta, disabili.

Scopri come fare sul sito della Caritas Ambrosiana

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