Domani si chiude la campagna “One human family. Food for all”. Anche Milano aderisce

Domani finisce con un’onda di preghiera globale
la campagna contro la fame nel mondo
One human family. Food for all.

Anche Milano aderisce.
Don Davanzo: «Il nostro impegno oltre Expo
per fare argine a terrorismo e populismo»

 

Domani, giovedì 10 dicembre, la campagna contro la fame nel mondo promossa da Caritas Internationalis finirà com’è cominciata esattamente due anni fa: con un’onda di preghiera che attraverserà il mondo dall’Australia fino agli Stati Uniti passando per l’Asia, l’Africa e l’Europa. Caritas Ambrosiana insieme a migliaia di altre Caritas diocesane aderirà all’iniziativa.

Alle ore 12 la direzione, gli operatori, i volontari si raccoglieranno in un momento di meditazione, nella sede di via San Bernardino 4, a Milano in cui si ascolterà il videomessaggio registrato del presidente di Caritas Internationalis, l’arcivescovo di Manila, il cardinale Luis Antonio Tagle e si darà poi lettura della preghiera (maggiori info sul sito di Caritas Ambrosiana).

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Un giorno nel cantiere di Expo: ecco come sono i padiglioni oggi

A una mese dalla chiusura di Expo, siamo entrati nel cantiere per mostrarvi i lavori in corso, in un’atmosfera quasi surreale dopo le fiumane che ci siamo abituati a vedere nei mesi scorsi.

Le prime settimane sono state dedicate a svuotare gli interni, portando via gli arredi e le installazioni e – nel caso dell’Edicola Caritas e del padiglione santa Sede – riconsegnare le opere d’arte ai musei di provenienza.

Ecco le immagini dell’Edicola:

e dell’interno del padiglione della Santa Sede:

Da pochi giorni invece gli stati hanno il permesso di lavorare anche all’esterno, smantellando quindi i padiglioni veri e propri.

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Don Davanzo: «La Chiesa tra i pochi a declinare il tema dalla parte dei poveri»

don davanzo 1Expo ha chiuso tornelli e padiglioni ormai un paio di settimane, e questo è il tempo dei bilanci.

Anche per la Caritas Ambrosiana, che in questi sei mesi ha impegnato molte delle sue energie per gestire il padiglione e organizzare in Expo diversi convegni sui temi più scottanti – oltre a continuare, fuori, il proprio quotidiano lavoro di sostegno e promozione delle persone in difficoltà o in situazioni di povertà.

Abbiamo chiesto a don Roberto Davanzo, che ne è il direttore, di tracciare una sua riflessione sull’esperienza.

«Siamo sicuramente orgogliosi di aver ritenuto opportuna e necessaria una nostra presenza: il tema della manifestazione Nutrire il pianeta ci vede da sempre impegnati a livello mondiale, in una prospettiva integrale, che riguarda tutto l’uomo nella sua integrità e tutti gli uomini. Insomma, un tema che non poteva non riguardarci.

E in più possiamo dire, con una certa presunzione, che la nostra è stata una presenza diversa da quella degli altri Paesi e partecipanti.

IMG-20150904-WA000La Chiesa è stata tra i pochi (parlo anche per la Santa Sede, ovviamente) a declinare il tema dalla parte dei poveri, dalla parte cioè di chi non è nutrito adeguatamente, malgrado il pianeta sia in condizione di sfamare i suoi abitanti e malgrado eccedenze e sprechi vergognosi.

Attraverso la nostra Edicola e la significativa serie di eventi e convegni promossi nei sei mesi di Expo abbiamo tentato di dire che la ricchezza c’è, ma va adeguatamente redistribuita».

Ora è il momento del “dopo”. Cosa fare per non perdere per strada tutto il lavoro fatto? Qual è per Caritas la vera eredità di questo Expo?

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Destino sociale per l’Edicola Caritas

L'esterno dell'Edicola
L’esterno dell’Edicola

È ancora in fase di definizione il destino finale dell’Edicola della Caritas, che è stata progettata apposta per vivere sei mesi sul decumano e rinnovarsi a nuova destinazione altrove. Quello che è certo è che si tratterà di una nuova vita a scopo sociale.

La struttura, progettata dallo studio milanese di architetti Piuarch, è composta da moduli che possono essere facilmente riadattati. Continua a leggere

Gualzetti dopo Expo: «Mai tanta educazione su alimentazione, ambiente e lotta alla fame»

gualzetti caritasQuella all’Esposizione Universale di Milano, per la Caritas, è stata la prima partecipazione ufficiale come società civile.

E ha scelto di esserci portando all’attenzione dei visitatori – sono stati 250 mila alla piccola Edicola – due temi fondamentali: la situazione attuale nel mondo sulla fame e la povertà, e quanto si può e deve fare per sconfiggerla.

«Fin dal dicembre del 2013 la Caritas ha promosso, in tutto il pianeta, una campagna su vasta scala proprio di lotta alla fame nel mondo: una campagna che ha segnato il cammino verso Expo e che sta continuando anche ora – ci spiega Luciano Gualzetti, vicedirettore di Caritas Ambrosiana e commissario dell’Edicola – Un percorso di sensibilizzazione e anche di pressione politica, perché quello che si chiede è che tutti gli stati si dotino di una legge che riconosca il diritto all’alimentazione come diritto fondamentale dell’uomo».

Le Caritas in tutto il mondo sono quotidianamente impegnate sul campo per la promozione dell’agricoltura su piccola scala, familiare, legata al territorio, rispettosa delle biodiversità, la promozione del ruolo delle donne nell’agricoltura e la lotta alle discriminazioni di genere, lo stop al land grabbing, l’accaparramento delle terre, dell’acqua, al brevetto delle sementi. E poi la richiesta di moratoria dell’uso del cibo per la produzione dei bio carburanti, la lotta alla speculazione finanziaria sul cibo, quella allo spreco, e al contrario la promozione di stili di vita, diete e consumi sostenibili.

«In questi mesi abbiamo parlato con le persone, proposto riflessioni, organizzato convegni su tutti questi temi – continua Gualzetti, rileggendo tutto il lavoro fatto. – Abbiamo portato testimonianze di chi vive e lavora nel Sud del mondo, dove più si soffre la fame. Ma anche nelle periferie delle nostre città ricche, che migrano, che subiscono i conflitti armati, e vivono in stato di indigenza e povertà o che si ammalano per troppo cibo, che muoiono nei nostri campi anche in Italia per lo sfruttamento lavorativo.
Tutti temi che sono entrati drammaticamente nelle cronache dell’estate 2015».

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